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Calciatore accoltellato a Napoli, il 15enne crolla in lacrime: «Raid per vendetta»

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Alessia Benincasa12/29/2025
Un ragazzo di 15 anni confessa di aver accoltellato il calciatore dell'Angri, Bruno Petrone, a Napoli: quattro minori sono finiti in cella mentre uno è stato denunciato. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.

Calciatore accoltellato a Napoli, confessa il 15enne: fermati quattro minori

È scoppiato a piangere davanti ai carabinieri, al pubblico ministero della Procura per i minorenni e al suo avvocato. Nella caserma “Pastrengo”, il 15enne che ha ammesso di aver accoltellato Bruno Petrone in via Bisignano ha ceduto alle lacrime, mostrando un volto diverso da quello visto la notte dell’aggressione: non più la ferocia di chi affonda una lama nel ventre di un coetaneo, ma la fragilità di un adolescente che solo ora prende coscienza della gravità del gesto compiuto.

È l’inizio di una lunga notte di interrogatori per i cinque giovanissimi che venerdì si sono presentati spontaneamente dopo il tentato omicidio del calciatore dell’Angri. Una sequenza di volti giovani, sguardi smarriti e paura palpabile per le conseguenze di un’azione che, nelle loro intenzioni, sarebbe dovuta essere una “spedizione punitiva”. Quattro dei ragazzi sono stati fermati, mentre un quinto è stato denunciato a piede libero. Per tutti l’ipotesi di reato è concorso in tentato omicidio.

Nel frattempo, le condizioni di Petrone continuano a migliorare. L’18enne resta ricoverato all’ospedale San Paolo, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico con l’asportazione della milza. Intanto prende forma il quadro investigativo: all’origine dell’aggressione ci sarebbe un litigio banale, avvenuto circa una settimana prima nella zona dei baretti di Chiaia, degenerato in una violenta azione di vendetta.

La confessione

«Mi dispiace, non volevo uccidere Bruno». Sono state queste le prime parole pronunciate da M.A., il 15enne indagato insieme a quattro amici di 17 anni. Tutti provengono da famiglie estranee a contesti criminali, un elemento che rende ancora più sconcertante l’intera vicenda. Davanti ai magistrati della Procura per i minorenni di Napoli, guidata da Patrizia Imperato, il ragazzo ha ricostruito l’accaduto, parlando di un diverbio avvenuto giorni prima con il giovane calciatore. Una lite apparentemente di poco conto, ma sufficiente a innescare una spirale di violenza. «Il coltello lo avevo per difendermi, avevo paura di essere aggredito. Chiedo perdono per quello che ho fatto», ha aggiunto il 15enne, assistito dagli avvocati Vincenzo Maiello ed Emanuele Raimondo.

Resta da chiarire se il timore fosse direttamente collegato a Petrone o ad altre possibili ritorsioni. L’arma utilizzata nell’aggressione è stata successivamente recuperata: il coltello, ancora sporco di sangue, era stato nascosto in una caditoia nella zona di Chiaia, non lontano da via Bisignano.

Il branco

Nei minuti drammatici che hanno portato il calciatore in rianimazione, con gravi ferite all’addome e al fianco, la furia del 15enne ha coinvolto l’intero gruppo. Tre dei quattro amici, tutti 17enni, restano in stato di fermo in attesa dell’udienza di convalida prevista nelle prossime ore presso il tribunale dei Colli Aminei. Per il quinto ragazzo, la cui posizione appare più marginale, è scattata una denuncia in stato di libertà.

I cinque si sono consegnati spontaneamente: il minorenne in Questura, gli altri al comando provinciale dei carabinieri di Napoli. In realtà, i militari della Compagnia Centro, guidata dal maggiore Giordano Tognoni, li avevano già identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona della movida. Secondo quanto riferito dal 15enne, l’incontro con Petrone sarebbe avvenuto in modo casuale in uno dei punti più affollati della notte napoletana. L’incrocio improvviso avrebbe fatto perdere il controllo al ragazzo, che avrebbe reagito accoltellando il calciatore.

Le notizie dal San Paolo restano incoraggianti. La prognosi non è stata ancora sciolta, ma i medici parlano di un’evoluzione positiva. Accanto a Bruno non si allontanano mai i genitori e i compagni dell’Unione Sportiva Angri, la squadra di Eccellenza in cui milita. Ieri il giovane ha trovato la forza di sussurrare poche parole, dopo aver saputo della vittoria del Napoli a Cremona: «Che bello, sono contento».

#Arresti #accoltellamento #Comune di Napoli #comune di angri

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