Ad Amalfi torna al centro dell’attenzione il caso delle strutture balneari sequestrate dalla Capitaneria di Porto lo scorso 17 aprile. Nonostante i sigilli, alcune aree sarebbero state occupate nella giornata di domenica, quando numerosi cittadini sono scesi in spiaggia.
Amalfi, strutture balneari sequestrate occupate dai bagnanti: la denuncia
A segnalare l’accaduto è stato Gianpaolo Esposito, titolare dello stabilimento “Marina Grande”. Attraverso alcune immagini pubblicate sui social, l’imprenditore turistico ha mostrato la situazione all’interno delle strutture sottoposte a sequestro.
Secondo quanto denunciato, persone sarebbero entrate negli spazi sigillati, utilizzandoli per sostare, mangiare e lasciare rifiuti. Nel suo post, Esposito ha scritto: «Questo è il risultato di una situazione lasciata senza controllo, dove persone entrano, si accampano, dormono, mangiano e lasciano rifiuti all’interno di una struttura storica di Amalfi. Marina Grande è sotto sequestro. Ma resta pur sempre una proprietà privata, una realtà storica che per oltre 100 anni ha lavorato, dato occupazione, accolto famiglie, turisti, artisti e generazioni intere.»
«La domanda è semplice: chi dovrebbe vigilare? Chi dovrebbe impedire tutto questo? Chi si assume la responsabilità di ciò che sta accadendo? Perché qui non si sta colpendo solo un’attività. Si sta lasciando morire un pezzo di storia amalfitana nel silenzio generale.» ha concluso Esposito.

