Nuove tensioni sul fronte delle concessioni balneari ad Amalfi, dove nella mattinata del 5 maggio alcuni stabilimenti finiti sotto sequestro nelle scorse settimane hanno tentato di riprendere l’attività nonostante i provvedimenti ancora attivi. Secondo quanto emerso, i gestori di alcuni lidi avrebbero iniziato a sistemare ombrelloni e lettini sull’arenile, provando di fatto a riaprire le strutture in vista della stagione turistica ormai alle porte. L’intervento della Guardia Costiera è stato però immediato: i militari hanno disposto lo sgombero dell’area, contestando l’occupazione non autorizzata della spiaggia.
Il nodo delle concessioni demaniali
I quattro stabilimenti coinvolti risultano al centro della vicenda legata alle concessioni demaniali marittime e al blocco delle proroghe disposto dal TAR nei mesi scorsi. I ricorsi presentati dai concessionari erano già stati respinti, confermando così la validità degli ordini di sgombero emanati dal Comune di Amalfi nel 2024.
Alla base dello scontro resta l’applicazione della Direttiva Bolkestein, la normativa europea che impone l’assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, escludendo rinnovi automatici.
Estate alle porte e incertezza sul turismo
La situazione continua a generare forti preoccupazioni tra operatori turistici, lavoratori stagionali e residenti della Costiera Amalfitana. Con l’avvicinarsi dell’estate, cresce infatti il timore di possibili ripercussioni sul comparto balneare e sull’accoglienza turistica.
Da una parte c’è chi sostiene la necessità di garantire maggiore accessibilità alle spiagge pubbliche, dall’altra emergono dubbi sugli effetti economici e occupazionali derivanti dalla mancata operatività degli stabilimenti.
L’evoluzione della vicenda potrebbe avere conseguenze importanti sull’organizzazione della stagione estiva lungo uno dei tratti costieri più frequentati d’Italia.

