L'antica Repubblica Marinara dichiara guerra aperta al proliferare selvaggio di punti ristoro e take away. Attraverso una storica intesa con Palazzo Santa Lucia, il borgo costiero di Amalfi, patrimonio mondiale Unesco, si prepara a congelare per un intero anno l'apertura di qualsiasi nuova attività legata al commercio alimentare, segnando un punto di svolta cruciale nella difesa del decoro urbano come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Le nuove restrizioni colpiscono duramente l'intero spettro del cibo rapido. Finiscono nella lista nera gelaterie, pizzerie al taglio, friggitorie, creperie e negozi di sushi o poke. Il divieto si estende persino al consumo sul posto dei prodotti di panificazione e alle attività di "home food", creando una vera e propria zona rossa invalicabile per il settore della somministrazione alimentare. In questo scenario, le uniche eccezioni riguardano i locali già autorizzati, a patto che eventuali subentri avvengano entro un termine massimo di un anno dalla chiusura della precedente gestione.
Questo piano di rigenerazione urbana non viaggia da solo, ma si inserisce in una più ampia strategia di mobilità sostenibile che vedrà l'esordio del Bus Rapid Transit, un sistema di trasporto elettrico all'avanguardia per decongestionare il traffico della Divina. Il Comune, dal canto suo, ha ora 18 mesi per definire criteri rigorosi per il rilascio delle future autorizzazioni. Per chi oserà sfidare i nuovi divieti, le sanzioni saranno drastiche: non solo multe salate, ma l'immediata chiusura forzata dell'esercizio e lo stop definitivo a ogni attività.
Amalfi blinda il centro storico contro l'invasione del cibo da strada
La stretta istituzionale non lascia spazio a interpretazioni. Il governatore Roberto Fico ha dato il via libera a una misura sperimentale di dodici mesi che proibisce non solo l'insediamento di nuove licenze, ma impedisce anche il trasferimento o l'ampliamento di esercizi già esistenti nel cuore della città. L'obiettivo è quello di salvaguardare l'identità artistica e architettonica di Amalfi, messa a dura prova da una "monocoltura" gastronomica che rischiava di deturpare il paesaggio storico e compromettere la vivibilità per i residenti.Le nuove restrizioni colpiscono duramente l'intero spettro del cibo rapido. Finiscono nella lista nera gelaterie, pizzerie al taglio, friggitorie, creperie e negozi di sushi o poke. Il divieto si estende persino al consumo sul posto dei prodotti di panificazione e alle attività di "home food", creando una vera e propria zona rossa invalicabile per il settore della somministrazione alimentare. In questo scenario, le uniche eccezioni riguardano i locali già autorizzati, a patto che eventuali subentri avvengano entro un termine massimo di un anno dalla chiusura della precedente gestione.
Questo piano di rigenerazione urbana non viaggia da solo, ma si inserisce in una più ampia strategia di mobilità sostenibile che vedrà l'esordio del Bus Rapid Transit, un sistema di trasporto elettrico all'avanguardia per decongestionare il traffico della Divina. Il Comune, dal canto suo, ha ora 18 mesi per definire criteri rigorosi per il rilascio delle future autorizzazioni. Per chi oserà sfidare i nuovi divieti, le sanzioni saranno drastiche: non solo multe salate, ma l'immediata chiusura forzata dell'esercizio e lo stop definitivo a ogni attività.

