Aldo Luongo è il
nuovo presidente della Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo. L’elezione è arrivata al termine dell’assemblea tenutasi ieri sera, che ha definito gli equilibri interni dell’ente e confermato la prevalenza della linea territoriale sostenuta dall’area vicina a Valiante e Speranza. Luongo, già assessore uscente, ha ottenuto nove voti sui quindici aventi diritto, escluso quello del Comune di Laurito, attualmente commissariato in seguito alle dimissioni del sindaco Vincenzo Speranza come riportato dal quotidiano
Il Mattino.
Aldo Luongo presidente della Comunità Montana Bussento
La seduta ha accentuato la
contrapposizione politica maturata negli ultimi mesi tra le aree Valiante e De Luca, un confronto già evidente a livello regionale con la divisione del centrosinistra tra la lista del Partito democratico e la lista Fico Presidente. In questo contesto, la scelta del presidente della Comunità Montana ha assunto una valenza che ha superato il perimetro strettamente amministrativo, trasformandosi in un banco di prova degli assetti territoriali.
La competizione ha visto due candidature principali.
Da un lato Aldo Luongo, sostenuto dall’area Valiante e dai sindaci che ne condividono l’impostazione amministrativa. Dall’altro Pietro Vicino, sindaco di Torre Orsaia, che si è presentato con una autocandidatura sorretta dall’asse composto da Matera,
Piero De Luca e Cascone. La contesa si è configurata sin dalle prime battute come una partita politica destinata a incidere sugli equilibri dell’ente e sulle dinamiche tra i Comuni del comprensorio.
All’apertura dell’assemblea,
Luongo ha illustrato un documento programmatico che delineava la proposta di governance della Comunità Montana, comprendente presidente, vicepresidente e tre assessori. La presentazione del documento ha rappresentato un passaggio decisivo poiché ha contribuito a rafforzare il sostegno nei suoi confronti, facilitando la formazione della maggioranza di voti necessari all’elezione.
Luongo subentra a Vincenzo Speranza, decaduto dalla carica dopo la decisione di partecipare alle elezioni regionali. Speranza, rieletto presidente nel luglio 2024, sarebbe rimasto in carica fino al 2029, ma la candidatura ha reso inevitabile un cambio al vertice e la convocazione dell’assemblea per rinnovare la guida dell’ente.