Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, hanno preso il via in questi giorni le riprese di Sulle orme di Gatto, il docufilm dedicato ad Alfonso Gatto, figura centrale della poesia italiana del Novecento e intellettuale dalla produzione artistica trasversale. Una troupe composta da circa dieci persone è impegnata tra strade, monumenti ed edifici simbolici della città, luoghi legati alla biografia e alla formazione del poeta salernitano.
Ideatore e sceneggiatore dell’opera è Marcello Napoli, che da oltre mezzo secolo studia la vita e l’opera di Alfonso Gatto. Negli ultimi giorni sono stati completati i sopralluoghi nelle principali location che faranno da sfondo alle riprese: dall’Archivio di Stato ai Giardini della Minerva, dalla Pinacoteca provinciale al Museo della Scuola Medica Salernitana, passando per il Convitto Nazionale Torquato Tasso. Accanto ai luoghi istituzionali, il film toccherà anche spazi della quotidianità cittadina, come botteghe storiche, bar, la Villa comunale e la spiaggia di Santa Teresa.
Le prime scene vedranno protagonista Yari Gugliucci, attore salernitano chiamato a interpretare Alfonso Gatto, affiancato dallo scrittore Diego De Silva, che nel corso della sua formazione ha sviluppato un rapporto diretto con l’opera del poeta, in particolare con i racconti e i testi rivolti all’infanzia. La narrazione si muove sull’idea di un ritorno simbolico di Gatto nella sua città, osservata e raccontata attraverso lo sguardo dell’autore.
Il film affonda le sue radici in un percorso lungo e stratificato. Napoli ripercorre una serie di tappe personali e di ricerca che vanno dagli anni Settanta fino ai primi Duemila, includendo incontri, interviste e lavori teatrali ispirati alla figura del poeta, oltre a viaggi e approfondimenti legati alla carriera di Gatto come critico d’arte e pittore. Alla direzione della fotografia è stato chiamato Antonio Grambone, vicepresidente dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica.
La produzione è affidata a Maurizio Fiume, già impegnato in altri progetti cinematografici di taglio documentaristico e narrativo, con il supporto della Film Commission Campania e il patrocinio della Fondazione Alfonso Gatto. Sul set erano presenti anche il rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, e i professori Enzo Salerno ed Epifanio Ajello.
Il docufilm intende restituire un profilo complesso di Alfonso Gatto, includendo la sua attività di autore di canzoni, giornalista televisivo e di cronaca, osservatore attento della realtà sociale e politica del suo tempo, con scritti che spaziano dall’alluvione al ciclismo, dal calcio ai grandi eventi internazionali del Novecento. L’obiettivo dichiarato della produzione è quello di presentare l’opera in anteprima nazionale a Salerno, riportando al centro del dibattito culturale una figura che ha attraversato linguaggi e discipline diverse
Al via il docufilm su Alfonso Gatto: Salerno diventa set
Il progetto cinematografico nasce con l’obiettivo di restituire un ritratto articolato di Gatto, andando oltre la dimensione esclusivamente poetica e offrendo una lettura più ampia del suo contributo culturale. L’intento dichiarato è quello di ripercorrere non solo il legame con Salerno, ma anche la portata nazionale e internazionale di una voce che ha attraversato letteratura, giornalismo, arti visive e riflessione civile.Ideatore e sceneggiatore dell’opera è Marcello Napoli, che da oltre mezzo secolo studia la vita e l’opera di Alfonso Gatto. Negli ultimi giorni sono stati completati i sopralluoghi nelle principali location che faranno da sfondo alle riprese: dall’Archivio di Stato ai Giardini della Minerva, dalla Pinacoteca provinciale al Museo della Scuola Medica Salernitana, passando per il Convitto Nazionale Torquato Tasso. Accanto ai luoghi istituzionali, il film toccherà anche spazi della quotidianità cittadina, come botteghe storiche, bar, la Villa comunale e la spiaggia di Santa Teresa.
Le prime scene vedranno protagonista Yari Gugliucci, attore salernitano chiamato a interpretare Alfonso Gatto, affiancato dallo scrittore Diego De Silva, che nel corso della sua formazione ha sviluppato un rapporto diretto con l’opera del poeta, in particolare con i racconti e i testi rivolti all’infanzia. La narrazione si muove sull’idea di un ritorno simbolico di Gatto nella sua città, osservata e raccontata attraverso lo sguardo dell’autore.
Il film affonda le sue radici in un percorso lungo e stratificato. Napoli ripercorre una serie di tappe personali e di ricerca che vanno dagli anni Settanta fino ai primi Duemila, includendo incontri, interviste e lavori teatrali ispirati alla figura del poeta, oltre a viaggi e approfondimenti legati alla carriera di Gatto come critico d’arte e pittore. Alla direzione della fotografia è stato chiamato Antonio Grambone, vicepresidente dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica.
La produzione è affidata a Maurizio Fiume, già impegnato in altri progetti cinematografici di taglio documentaristico e narrativo, con il supporto della Film Commission Campania e il patrocinio della Fondazione Alfonso Gatto. Sul set erano presenti anche il rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, e i professori Enzo Salerno ed Epifanio Ajello.
Il docufilm intende restituire un profilo complesso di Alfonso Gatto, includendo la sua attività di autore di canzoni, giornalista televisivo e di cronaca, osservatore attento della realtà sociale e politica del suo tempo, con scritti che spaziano dall’alluvione al ciclismo, dal calcio ai grandi eventi internazionali del Novecento. L’obiettivo dichiarato della produzione è quello di presentare l’opera in anteprima nazionale a Salerno, riportando al centro del dibattito culturale una figura che ha attraversato linguaggi e discipline diverse

