Una giovane volpe in gravi condizioni sta mobilitando volontari e cittadini ad Agropoli. L’animale, fortemente debilitato e colpito da una severa forma di rogna che gli ha fatto perdere gran parte del pelo, viene monitorato da giorni nel tentativo di recuperarlo e trasferirlo in un centro specializzato di Napoli. A coordinare le operazioni è Gerardo Scotti, animalista dell’associazione Genesi, che sta seguendo gli spostamenti dell’esemplare insieme ad altri volontari.
Agropoli, corsa contro il tempo per salvare una giovane volpe malata: volontari in azione giorno e notte
La giovane volpe continua a spostarsi all’interno di un’area abbastanza ampia della città. Le segnalazioni e il monitoraggio effettuato finora hanno permesso di individuarne i movimenti tra la zona della caserma della Guardia di Finanza, contrada Fuondi nei pressi del liceo e l’area del fiume Testene.
Le sue condizioni appaiono particolarmente delicate. L’animale è molto magro e presenta una grave forma di rogna, con una consistente perdita del pelo. L’obiettivo dei volontari è riuscire a catturarlo senza provocargli ulteriori traumi e consentirne il trasferimento in una struttura specializzata a Napoli, dove potrebbe essere sottoposto alle cure necessarie.
I tentativi di cattura e le difficoltà
Il recupero si sta rivelando tutt’altro che semplice. Scotti ha definito affettuosamente la volpe una «monella schiva e furbetta»: l’animale riesce infatti ad avvicinarsi al cibo lasciato come esca, nutrirsi e allontanarsi senza entrare nelle trappole predisposte.
In più occasioni le vaschette sono state trovate vuote, ma la volpe è riuscita ancora una volta a evitare la cattura. Il monitoraggio ha permesso anche di osservare alcune delle sue abitudini alimentari. Durante gli spostamenti, l’animale si nutrirebbe anche di fichi selvatici presenti lungo il percorso, riuscendo così a recuperare almeno parte delle energie necessarie per continuare a muoversi.
Per cercare di individuarla e intervenire nel momento giusto, i volontari hanno effettuato appostamenti molto lunghi, arrivando anche a superare le venti ore consecutive. Nonostante la presenza costante sul territorio, però, la volpe è riuscita più volte a dileguarsi poco prima che fosse possibile procedere al recupero. Una situazione che ha costretto il gruppo a modificare progressivamente la strategia.
Posizionata una seconda gabbia trappola
Per aumentare le possibilità di cattura è stata predisposta una seconda gabbia in un punto considerato strategico rispetto ai movimenti dell’animale. L’intento è creare più occasioni per intercettare la volpe durante i suoi spostamenti abituali senza costringerla o inseguirla.
Un ulteriore strumento utilizzato è una fototrappola dotata di telecamera intelligente e collegata alla rete. Il sistema è in grado di inviare immagini e segnalazioni in tempo reale direttamente sui telefoni dei volontari, consentendo di sapere quando la volpe torna nelle aree monitorate. In questo modo si tenta di ridurre i tempi di intervento e aumentare le possibilità di recuperarla prima che le sue condizioni peggiorino ulteriormente.
La vicenda ha intanto suscitato molta attenzione anche sui social, dove numerosi cittadini stanno seguendo gli aggiornamenti e facendo il tifo per il buon esito dell’operazione. La priorità resta una sola: riuscire a mettere in sicurezza l’animale e affidarlo alle cure specialistiche prima che la malattia e la forte debilitazione possano compromettere definitivamente le sue possibilità di sopravvivenza.

