L'azienda ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno ha avviato un’indagine interna dopo la diffusione sui social di un filmato che mostra alcuni operatori sanitari impegnati in comportamenti ritenuti inappropriati all’interno della struttura ospedaliera come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
A portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica è stata l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, realtà impegnata nella tutela della dignità e della sicurezza degli operatori sanitari. L’organizzazione ha stigmatizzato l’episodio, sottolineando come comportamenti di questo tipo rischino di compromettere l’immagine della professione e la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario.
La direzione generale dell’ospedale ha diffuso una nota ufficiale in cui esprime una netta condanna dell’accaduto. Nel comunicato l’azienda sanitaria precisa di essere a conoscenza della circolazione del video e definisce i contenuti diffusi «seriamente lesivi della professionalità e dell’impegno del personale». I vertici della struttura hanno inoltre annunciato l’apertura immediata di un procedimento di verifica interna per accertare l’esatta dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
L’azienda ha chiarito che gli accertamenti potranno avere anche conseguenze disciplinari qualora venissero confermate violazioni dei regolamenti interni. Parallelamente, la direzione si è riservata di valutare eventuali azioni legali a tutela dell’immagine dell’ospedale. Nel comunicato si sottolinea inoltre l’auspicio che anche gli ordini professionali di riferimento possano valutare eventuali provvedimenti nei confronti dei soggetti coinvolti.
Sulla vicenda è intervenuta anche la FP CGIL di Salerno, attraverso una nota firmata dal segretario generale Antonio Capezzuto. Il sindacato ha condannato con fermezza i comportamenti descritti, definendoli incompatibili con i doveri di responsabilità e decoro richiesti agli operatori della sanità pubblica. Allo stesso tempo, l’organizzazione sindacale ha evidenziato la necessità di distinguere episodi isolati dall’attività quotidiana svolta dalla maggioranza del personale sanitario.
Secondo il sindacato, il pronto soccorso dell’ospedale rappresenta una delle aree più delicate della sanità provinciale, con centinaia di accessi giornalieri e un elevato livello di pressione psicologica per medici e infermieri. In questo contesto, sottolinea la nota, il comportamento di pochi non può compromettere la reputazione di migliaia di professionisti che operano quotidianamente nel presidio ospedaliero.
Video virale tra le corsie del Ruggi: scatta l’inchiesta interna
Il video, diventato rapidamente virale in rete, riprenderebbe alcuni infermieri mentre, durante un momento di pausa, scherzano tra i corridoi del reparto utilizzando materiale sanitario e strumenti di lavoro in modo non conforme alla loro funzione professionale. Le immagini, secondo quanto emerso, sarebbero state registrate con uno smartphone presumibilmente all’interno dell’ospedale. Nel filmato non comparirebbero pazienti, ma la diffusione del contenuto ha generato un acceso dibattito sui social network e provocato reazioni immediate da parte delle istituzioni sanitarie.A portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica è stata l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, realtà impegnata nella tutela della dignità e della sicurezza degli operatori sanitari. L’organizzazione ha stigmatizzato l’episodio, sottolineando come comportamenti di questo tipo rischino di compromettere l’immagine della professione e la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario.
La direzione generale dell’ospedale ha diffuso una nota ufficiale in cui esprime una netta condanna dell’accaduto. Nel comunicato l’azienda sanitaria precisa di essere a conoscenza della circolazione del video e definisce i contenuti diffusi «seriamente lesivi della professionalità e dell’impegno del personale». I vertici della struttura hanno inoltre annunciato l’apertura immediata di un procedimento di verifica interna per accertare l’esatta dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
L’azienda ha chiarito che gli accertamenti potranno avere anche conseguenze disciplinari qualora venissero confermate violazioni dei regolamenti interni. Parallelamente, la direzione si è riservata di valutare eventuali azioni legali a tutela dell’immagine dell’ospedale. Nel comunicato si sottolinea inoltre l’auspicio che anche gli ordini professionali di riferimento possano valutare eventuali provvedimenti nei confronti dei soggetti coinvolti.
Sulla vicenda è intervenuta anche la FP CGIL di Salerno, attraverso una nota firmata dal segretario generale Antonio Capezzuto. Il sindacato ha condannato con fermezza i comportamenti descritti, definendoli incompatibili con i doveri di responsabilità e decoro richiesti agli operatori della sanità pubblica. Allo stesso tempo, l’organizzazione sindacale ha evidenziato la necessità di distinguere episodi isolati dall’attività quotidiana svolta dalla maggioranza del personale sanitario.
Secondo il sindacato, il pronto soccorso dell’ospedale rappresenta una delle aree più delicate della sanità provinciale, con centinaia di accessi giornalieri e un elevato livello di pressione psicologica per medici e infermieri. In questo contesto, sottolinea la nota, il comportamento di pochi non può compromettere la reputazione di migliaia di professionisti che operano quotidianamente nel presidio ospedaliero.

