Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo scatta l'ora legale ma potrebbe essere l'ultimo cambio di lancette: al via il processo parlamentare per renderlo permanente.
La questione trae origine da una consultazione pubblica del 2018 lanciata dalla Commissione Europea, a cui parteciparono circa 4,6 milioni di cittadini dell’UE. L’84% si espresse favorevolmente per l’abolizione del cambio stagionale dell’ora. Successivamente, nel 2019, il Parlamento Europeo diede il via libera a una direttiva che lasciava ai singoli Stati la possibilità di scegliere tra ora solare o ora legale permanente. Tuttavia, il processo si arenò a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando la decisione sospesa.
Nel documento che introduce l’indagine si menzionano tre diversi studi condotti a livello europeo, secondo i quali superare il cambio orario stagionale e adottare un unico regime avrebbe benefici significativi, tra cui risparmio energetico, maggiore efficienza nei trasporti e vantaggi per il mercato interno europeo.
In Italia, secondo i dati ufficiali raccolti da Terna dal 2004 al 2025, l’adozione dell’ora legale ha contribuito a una riduzione nei consumi di energia elettrica di oltre 12 miliardi di kWh, con un risparmio economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Inoltre, la SIMA segnala come l'ora legale abbia consentito una diminuzione delle emissioni di CO2 tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate all’anno, un valore equivalente all’assorbimento di 2-6 milioni di nuovi alberi piantati.
L'indagine conoscitiva mira a valutare oggettivamente gli impatti dell’adozione permanente dell’ora legale sull'energia e sull'economia del Paese. Tra gli obiettivi vi è anche un possibile confronto tra i due modelli: mantenere il cambio stagionale o adottare un regime permanente. Saranno analizzati anche aspetti socio-economici, come il risparmio energetico potenziale e le ricadute sulla produttività nazionale. La Commissione passerà ora alle audizioni, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, autorità indipendenti, esperti accademici e associazioni di categoria (ad esempio Confindustria, Confcommercio e Confartigianato), nonché consumatori e organismi internazionali operanti nel settore.
L’obiettivo è quello di completare l’indagine entro il prossimo 30 giugno, dando così al Parlamento il tempo necessario per prendere una decisione definitiva sulla possibile abolizione del ritorno all’ora solare. Questo dibattito potrebbe quindi segnare il tramonto del tradizionale cambio d’ora in Italia.
Ora legale: sabato potrebbe scattare l'ultimo cambio. Al via il processo parlamentare per renderla permanente
Il conto alla rovescia per l'arrivo dell'ora legale è ufficialmente iniziato: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo sposteremo avanti le lancette dell'orologio. Questa, però, potrebbe essere l'ultima volta. Alla Camera dei Deputati è stato infatti avviato l’iter parlamentare per valutare la possibilità di adottare l’ora legale in modo permanente in Italia. La Commissione Attività Produttive ha dato il via a un’indagine conoscitiva sugli effetti di questa misura sul territorio nazionale, un'iniziativa promossa grazie alla spinta della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), di Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega). Il processo si concluderà entro la fine di giugno, quando potrebbe essere avviata una prima fase sperimentale.La questione trae origine da una consultazione pubblica del 2018 lanciata dalla Commissione Europea, a cui parteciparono circa 4,6 milioni di cittadini dell’UE. L’84% si espresse favorevolmente per l’abolizione del cambio stagionale dell’ora. Successivamente, nel 2019, il Parlamento Europeo diede il via libera a una direttiva che lasciava ai singoli Stati la possibilità di scegliere tra ora solare o ora legale permanente. Tuttavia, il processo si arenò a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando la decisione sospesa.
Nel documento che introduce l’indagine si menzionano tre diversi studi condotti a livello europeo, secondo i quali superare il cambio orario stagionale e adottare un unico regime avrebbe benefici significativi, tra cui risparmio energetico, maggiore efficienza nei trasporti e vantaggi per il mercato interno europeo.
In Italia, secondo i dati ufficiali raccolti da Terna dal 2004 al 2025, l’adozione dell’ora legale ha contribuito a una riduzione nei consumi di energia elettrica di oltre 12 miliardi di kWh, con un risparmio economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Inoltre, la SIMA segnala come l'ora legale abbia consentito una diminuzione delle emissioni di CO2 tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate all’anno, un valore equivalente all’assorbimento di 2-6 milioni di nuovi alberi piantati.
L'indagine conoscitiva mira a valutare oggettivamente gli impatti dell’adozione permanente dell’ora legale sull'energia e sull'economia del Paese. Tra gli obiettivi vi è anche un possibile confronto tra i due modelli: mantenere il cambio stagionale o adottare un regime permanente. Saranno analizzati anche aspetti socio-economici, come il risparmio energetico potenziale e le ricadute sulla produttività nazionale. La Commissione passerà ora alle audizioni, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, autorità indipendenti, esperti accademici e associazioni di categoria (ad esempio Confindustria, Confcommercio e Confartigianato), nonché consumatori e organismi internazionali operanti nel settore.
L’obiettivo è quello di completare l’indagine entro il prossimo 30 giugno, dando così al Parlamento il tempo necessario per prendere una decisione definitiva sulla possibile abolizione del ritorno all’ora solare. Questo dibattito potrebbe quindi segnare il tramonto del tradizionale cambio d’ora in Italia.

