Tragedia familiare a Pellezzano: Antonio Durante confessa il matricidio e affronta l'udienza di convalida

Si terrà nel carcere di Salerno l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Brigida Cavasino per Antonio Durante, il 53enne che ha ammesso la responsabilità del soffocamento dell'anziana genitrice Maria Barone, di 85 anni.
L'uomo, difeso dall'avvocato Anna Sassano, si trova in stato di fermo a seguito delle confessioni rese ai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, guidata dal maggiore Carlo Santarpia, dopo aver sollecitato lui stesso l'intervento delle forze dell'ordine nell'abitazione al piano terra in cui risiedeva con la vittima e con un fratello convivente affetto da patologie psichiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Gli accertamenti autoptici sulla salma della donna saranno affidati ai medici legali Nicola Maria Giorgio e Antonio Mirabella presso la struttura ospedaliera Fucito, mentre la magistratura intende chiarire se l'azione delittuosa sia stata frutto di una reazione improvvisa scaturita da una condizione di forte stress assistenziale o di una pianificazione maturata nei giorni precedenti.
L'uomo, difeso dall'avvocato Anna Sassano, si trova in stato di fermo a seguito delle confessioni rese ai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, guidata dal maggiore Carlo Santarpia, dopo aver sollecitato lui stesso l'intervento delle forze dell'ordine nell'abitazione al piano terra in cui risiedeva con la vittima e con un fratello convivente affetto da patologie psichiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Tragedia familiare a Pellezzano: Antonio Durante confessa il matricidio
La Procura di Salerno, per mezzo del pubblico ministero Daria Mafalda Cioncada, coordina le indagini per determinare le dinamiche e il movente del delitto, analizzando anche la rilevanza di alcuni appunti cartacei e somme in contanti lasciati nell'immobile.Gli accertamenti autoptici sulla salma della donna saranno affidati ai medici legali Nicola Maria Giorgio e Antonio Mirabella presso la struttura ospedaliera Fucito, mentre la magistratura intende chiarire se l'azione delittuosa sia stata frutto di una reazione improvvisa scaturita da una condizione di forte stress assistenziale o di una pianificazione maturata nei giorni precedenti.




