Traffico internazionale di rifiuti e furti nei cantieri ferroviari: nove misure cautelari e sequestri per tre milioni a Salerno

A Salerno una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, su disposizione del Tribunale salernitano e richiesta della Procura diretta da Raffaele Cantone, ha smantellato una rete criminale attiva nel traffico illecito di rifiuti e nel riciclaggio di materiale ferroso.
Le indagini del Nucleo Operativo Ecologico, avviate nel settembre 2022, hanno svelato due principali canali illeciti. Il primo riguarda la società Ricicla Campania s.r.l. – con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e sito operativo ad Albanella – accusata di aver spedito in Thailandia pneumatici, rottami ferrosi e imballaggi misti tramite la falsificazione dei documenti doganali.
Il secondo filone interessa invece il recupero e la vendita non tracciata di rottami ferrosi trafugati anche dai cantieri di Rete Ferroviaria Italiana e ceduti in nero alla Cermetal S.r.l., con l'esportazione verso la Turchia di oltre cinque milioni di chilogrammi di metalli spacciati per materiale di recupero con certificazioni contraffatte. Gli inquirenti hanno inoltre disposto il sequestro preventivo di cinque aziende del settore e di beni per un valore totale di 3,4 milioni di euro, tra cui 71 conti correnti, veicoli, immobili, terreni e autocarri usati per il trasporto dei rifiuti.
Traffico internazionale di rifiuti: nove misure cautelari
L'ordinanza ha colpito nove persone attraverso due custodie in carcere, un arresto domiciliare, quattro obblighi di dimora, un divieto di dimora e una sospensione temporanea dall'esercizio dell'attività imprenditoriale.Le indagini del Nucleo Operativo Ecologico, avviate nel settembre 2022, hanno svelato due principali canali illeciti. Il primo riguarda la società Ricicla Campania s.r.l. – con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e sito operativo ad Albanella – accusata di aver spedito in Thailandia pneumatici, rottami ferrosi e imballaggi misti tramite la falsificazione dei documenti doganali.
Il secondo filone interessa invece il recupero e la vendita non tracciata di rottami ferrosi trafugati anche dai cantieri di Rete Ferroviaria Italiana e ceduti in nero alla Cermetal S.r.l., con l'esportazione verso la Turchia di oltre cinque milioni di chilogrammi di metalli spacciati per materiale di recupero con certificazioni contraffatte. Gli inquirenti hanno inoltre disposto il sequestro preventivo di cinque aziende del settore e di beni per un valore totale di 3,4 milioni di euro, tra cui 71 conti correnti, veicoli, immobili, terreni e autocarri usati per il trasporto dei rifiuti.




