Il taglio delle accise sui carburanti, introdotto dal Governo per contenere l’aumento dei prezzi, è destinato a scadere il prossimo 1° maggio. La misura, pari a 24,4 centesimi al litro, aveva l’obiettivo di alleggerire il peso dei rincari su famiglie e imprese.
Taglio sulle accise in bilico, ecco quanto costerebbero dal 1° maggio benzina e diesel
Con l’avvicinarsi della scadenza cresce l’incertezza. Secondo le stime riportate da Il Sole 24 Ore, senza il taglio delle accise il prezzo della benzina potrebbe arrivare intorno a 1,98 euro al litro, mentre il diesel rischia di superare i 2,30 euro al litro. In particolare, il gasolio potrebbe diventare tra i più cari d’Europa, superando la media degli altri Paesi dell’Unione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha evidenziato come l’Italia abbia registrato aumenti più contenuti rispetto ad altre economie europee. Tuttavia, secondo il Codacons, questo dato sarebbe legato proprio allo sconto sulle accise: senza tale misura, i prezzi italiani risulterebbero tra i più elevati.
Impatto su trasporti e economia
Il settore dell’autotrasporto è tra i più esposti agli aumenti del carburante. Per questo è stato già annunciato uno sciopero nazionale dal 25 al 29 maggio, con possibili ripercussioni sulla logistica e sulla distribuzione delle merci.
Difficile l'ipotesi di una nuova proroga
Una nuova estensione della misura non è scontata. Come spiegato da Salvini all’interno del Governo il tema è ancora in discussione, ma pesano i limiti finanziari. Il taglio delle accise avrebbe già comportato un costo stimato di circa 45 miliardi di euro per lo Stato, rendendo complessa una ulteriore proroga.

