Studente jihadista arrestato a Cava de' Tirreni: «Avrebbe pianificato un attentato»

Uno studente jihadista è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Cava de' Tirreni in quanto ritenuto intenzionato a mettere a segno un attentato. Piantedosi conferma la pista investigativa, Vietri elogia il lavoro degli inquirenti. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
È questa l'ipotesi alla base dell'operazione condotta venerdì mattina dagli uomini della Digos di Salerno insieme agli agenti della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che hanno raggiunto l'abitazione di Corso Mazzini e arrestato il 21enne studente universitario iscritto all'Unisa, dove il padre insegna. Il giovane è accusato di possesso di materiale contenente indicazioni per costruire ordigni esplosivi con finalità terroristiche, oltre che di detenzione di armi clandestine.
Lo stesso Piantedosi ha spiegato che gli accertamenti sarebbero partiti dall'analisi delle attività svolte online dal giovane, comprese alcune ricerche che avrebbero evidenziato una sua presunta vicinanza allo Stato Islamico. Durante la perquisizione nell'abitazione del 21enne, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato due pistole, 107 proiettili, due coltelli e una katana della lunghezza di mezzo metro.
Per il ministro, il caso rappresenta un'ulteriore dimostrazione di come i processi di radicalizzazione e proselitismo di matrice islamica possano svilupparsi anche attraverso il web e di quanto siano articolati questi fenomeni. Piantedosi ha inoltre manifestato il proprio riconoscimento agli investigatori della Polizia di Stato, sottolineando come l'attività di intelligence abbia permesso di individuare il giovane e intervenire prima che potesse concretizzare le proprie intenzioni.
La città si è trovata così davanti a una notizia che ha provocato incredulità e timore. Tra chi conosce il giovane arrestato, anche per via della notorietà legata alla professione del padre, docente universitario, c'è chi fatica ad accettare la versione delineata dagli investigatori e ipotizza che alla base del comportamento possano esserci vicende di carattere personale. Il 21enne, tuttavia, avrebbe già avuto precedenti per truffa e per possesso illecito di armi.
La parlamentare ha poi aggiunto: «Dagli elementi raccolti dagli investigatori, l'attività di osservazione avrebbe individuato ricerche effettuate online riguardanti armi, esplosivi e contenuti collegati alla propaganda jihadista. All'interno della sua abitazione sono stati inoltre trovati e sottoposti a sequestro armi, munizioni e coltelli».
«Ci troviamo davanti a forme di radicalizzazione e proselitismo che possono trovare terreno fertile anche sul web e che richiedono un'attenzione sempre elevata. Sul piano della prevenzione e della lotta al terrorismo, il Governo Meloni ha potenziato gli strumenti disponibili per lo Stato. A questo intervento si aggiunge anche la proposta legislativa presentata da Fratelli d'Italia contro il fondamentalismo e il separatismo religioso».
La deputata ha quindi espresso gratitudine agli uomini della Digos di Salerno, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, agli apparati dell'intelligence e alla Procura di Salerno. «Si tratta di un intervento significativo, che dimostra ancora una volta competenza e professionalità delle forze dell'ordine e delle strutture impegnate nella sicurezza nazionale. Attività preventiva, determinazione e vigilanza continua rappresentano strumenti essenziali per tutelare i cittadini e le nostre comunità».
Studente jihadista arrestato a Cava de' Tirreni: «Avrebbe pianificato un attentato»
Sarebbe stato fermato perché ritenuto intenzionato a mettere a segno un attacco. Al centro dell'ipotesi investigativa ci sarebbe la possibile realizzazione artigianale di un ordigno, destinato con ogni probabilità a essere collocato davanti a una struttura appartenente a un'istituzione, senza escludere anche un possibile edificio scolastico. L'intervento delle forze dell'ordine, secondo la ricostruzione, sarebbe arrivato prima che il progetto potesse concretizzarsi, forse nel giro di pochi giorni o settimane.È questa l'ipotesi alla base dell'operazione condotta venerdì mattina dagli uomini della Digos di Salerno insieme agli agenti della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che hanno raggiunto l'abitazione di Corso Mazzini e arrestato il 21enne studente universitario iscritto all'Unisa, dove il padre insegna. Il giovane è accusato di possesso di materiale contenente indicazioni per costruire ordigni esplosivi con finalità terroristiche, oltre che di detenzione di armi clandestine.
L'ipotesi
A confermare il quadro accusatorio è stato ieri mattina il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, attraverso una nota nella quale ha illustrato quello che sarebbe il fulcro dell'indagine. L'inchiesta, avviata a partire dall'attività dei servizi di intelligence, avrebbe evidenziato la necessità di intervenire per impedire un'azione violenta che avrebbe potuto culminare nella preparazione di un attentato.Lo stesso Piantedosi ha spiegato che gli accertamenti sarebbero partiti dall'analisi delle attività svolte online dal giovane, comprese alcune ricerche che avrebbero evidenziato una sua presunta vicinanza allo Stato Islamico. Durante la perquisizione nell'abitazione del 21enne, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato due pistole, 107 proiettili, due coltelli e una katana della lunghezza di mezzo metro.
Per il ministro, il caso rappresenta un'ulteriore dimostrazione di come i processi di radicalizzazione e proselitismo di matrice islamica possano svilupparsi anche attraverso il web e di quanto siano articolati questi fenomeni. Piantedosi ha inoltre manifestato il proprio riconoscimento agli investigatori della Polizia di Stato, sottolineando come l'attività di intelligence abbia permesso di individuare il giovane e intervenire prima che potesse concretizzare le proprie intenzioni.
Gli sviluppi
Nelle prossime ore potrebbe essere stabilita la data dell'interrogatorio di garanzia, mentre gli accertamenti investigativi proseguono senza sosta. Gli inquirenti dovranno verificare innanzitutto se il 21enne abbia agito autonomamente oppure se possa essere inserito all'interno di una struttura organizzata presente nel territorio di Cava de' Tirreni. Al vaglio degli investigatori ci sono anche i contatti intrattenuti con altri studenti dell'università.La città si è trovata così davanti a una notizia che ha provocato incredulità e timore. Tra chi conosce il giovane arrestato, anche per via della notorietà legata alla professione del padre, docente universitario, c'è chi fatica ad accettare la versione delineata dagli investigatori e ipotizza che alla base del comportamento possano esserci vicende di carattere personale. Il 21enne, tuttavia, avrebbe già avuto precedenti per truffa e per possesso illecito di armi.
Le parole
Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata di Fratelli d'Italia Imma Vietri. «Un ragazzo residente a Cava de' Tirreni è stato fermato nel corso di un'operazione antiterrorismo con l'accusa di aver progettato un attentato e per una presunta vicinanza allo Stato Islamico. Si tratta di un episodio serio, verificatosi nella nostra città, che non può non suscitare apprensione, ma che evidenzia anche l'importanza e l'efficacia del lavoro di prevenzione e vigilanza svolto dagli apparati di sicurezza».La parlamentare ha poi aggiunto: «Dagli elementi raccolti dagli investigatori, l'attività di osservazione avrebbe individuato ricerche effettuate online riguardanti armi, esplosivi e contenuti collegati alla propaganda jihadista. All'interno della sua abitazione sono stati inoltre trovati e sottoposti a sequestro armi, munizioni e coltelli».
«Ci troviamo davanti a forme di radicalizzazione e proselitismo che possono trovare terreno fertile anche sul web e che richiedono un'attenzione sempre elevata. Sul piano della prevenzione e della lotta al terrorismo, il Governo Meloni ha potenziato gli strumenti disponibili per lo Stato. A questo intervento si aggiunge anche la proposta legislativa presentata da Fratelli d'Italia contro il fondamentalismo e il separatismo religioso».
La deputata ha quindi espresso gratitudine agli uomini della Digos di Salerno, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, agli apparati dell'intelligence e alla Procura di Salerno. «Si tratta di un intervento significativo, che dimostra ancora una volta competenza e professionalità delle forze dell'ordine e delle strutture impegnate nella sicurezza nazionale. Attività preventiva, determinazione e vigilanza continua rappresentano strumenti essenziali per tutelare i cittadini e le nostre comunità».




