Eboli, rimossi dal Municipio gli striscioni su Regeni e il cessate il fuoco: il Comune spiega le ragioni

Il Comune di Eboli interviene sul dibattito nato dopo la rimozione degli striscioni “Verità per Giulio Regeni” e “Cessate il fuoco”, esposti da oltre due anni sulla facciata del Palazzo municipale.
L’Amministrazione chiarisce che la decisione sarebbe stata determinata da due motivazioni: da una parte la necessità di tutelare il decoro della sede istituzionale, considerato lo stato di deterioramento degli striscioni dopo la lunga esposizione agli agenti atmosferici; dall’altra il rispetto della normativa richiamata dal Comune in materia di esposizione dei simboli sugli edifici pubblici.
Il Comune richiama le norme sull’esposizione delle bandiere
Nella nota, Palazzo di Città fa riferimento alla legge n. 22 del 1998 e al D.P.R. n. 121 del 2000, quest’ultimo dedicato alla disciplina dell’uso della bandiera italiana e di quella dell’Unione europea da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici.
Secondo l’interpretazione espressa dal Comune, l’esposizione di striscioni e altri elementi sulla sede istituzionale deve avvenire salvaguardando il decoro dell’edificio, la neutralità dell’ente e la corretta collocazione dei simboli della Repubblica.
L’Amministrazione sottolinea inoltre che gli striscioni rimossi erano ormai consumati e logorati dal tempo.
Possibile ritorno dello striscione “Cessate il fuoco”
La rimozione potrebbe però non essere definitiva almeno per uno dei due messaggi.
Il Comune ha infatti annunciato che sarà valutata la possibilità di esporre nuovamente lo striscione “Cessate il fuoco” su una facciata del Palazzo municipale.
In questo caso, però, l’eventuale ripristino dovrebbe essere accompagnato da una formale deliberazione del Consiglio comunale e avvenire in una posizione distinta rispetto al Tricolore, secondo quanto precisato nella comunicazione dell’Amministrazione.
Resta dunque aperto il confronto sulla futura collocazione dello striscione, mentre Palazzo di Città rivendica la scelta di aver proceduto alla rimozione per ragioni di decoro e per l’applicazione delle regole richiamate nella nota.




