Stop ai piani urbanistici del Dopolavoro e dell'ex D'Agostino: la maggioranza approva la linea d'indirizzo a Salerno

A Salerno l'amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo De Luca ha approvato, contando sui soli voti della maggioranza consiliare, l'atto di indirizzo propedeutico alla variante strategica del Piano Urbanistico Comunale (Puc) come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Nel corso della seduta dell'assise cittadina a Palazzo Guerra, le opposizioni — eccezione fatta per la consigliera Ersilia Trotta di Fratelli d'Italia — hanno presentato una serie di emendamenti intesi a rendere le norme più severe, chiare e orientate alla tutela ambientale e alla partecipazione dei cittadini.
L'intento del primo cittadino era infatti quello di bloccare senza indugio l'iter di alcuni Piani Urbanistici Attuativi (Pua) pendenti e fermare la cementificazione della città. Nel mirino sono finiti in particolare due progetti contestati: la riqualificazione promossa da Ferrovie dello Stato nell'area del Dopolavoro Ferroviario, definita strategica per il centro urbano, e l'intervento presso l'ex stabilimento D'Agostino, che avrebbe previsto l'edificazione di un fabbricato da quattordici piani.
Nel corso del dibattito, animato anche dagli interventi dell'esponente d'opposizione Franco Massimo Lanocita, si è affrontata la gestione delle opere pubbliche nei quartieri orientali, richiamando l'esempio del porticciolo di Pastena, per il quale il sindaco ha ribadito la necessità di condividere le decisioni con la cittadinanza ipotizzando un ridimensionamento dei volumi e il coinvolgimento dei privati nella sistemazione del lungomare
Nel corso della seduta dell'assise cittadina a Palazzo Guerra, le opposizioni — eccezione fatta per la consigliera Ersilia Trotta di Fratelli d'Italia — hanno presentato una serie di emendamenti intesi a rendere le norme più severe, chiare e orientate alla tutela ambientale e alla partecipazione dei cittadini.
Stop ai piani urbanistici del Dopolavoro e dell'ex D'Agostino
Tuttavia, le proposte delle minoranze sono state rigettate in toto dalla maggioranza per velocizzare l'entrata in vigore immediata delle misure di salvaguardia del territorio.L'intento del primo cittadino era infatti quello di bloccare senza indugio l'iter di alcuni Piani Urbanistici Attuativi (Pua) pendenti e fermare la cementificazione della città. Nel mirino sono finiti in particolare due progetti contestati: la riqualificazione promossa da Ferrovie dello Stato nell'area del Dopolavoro Ferroviario, definita strategica per il centro urbano, e l'intervento presso l'ex stabilimento D'Agostino, che avrebbe previsto l'edificazione di un fabbricato da quattordici piani.
Nel corso del dibattito, animato anche dagli interventi dell'esponente d'opposizione Franco Massimo Lanocita, si è affrontata la gestione delle opere pubbliche nei quartieri orientali, richiamando l'esempio del porticciolo di Pastena, per il quale il sindaco ha ribadito la necessità di condividere le decisioni con la cittadinanza ipotizzando un ridimensionamento dei volumi e il coinvolgimento dei privati nella sistemazione del lungomare




