Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta relativa ai lavori per la realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum. La Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, e per altre sei persone coinvolte a vario titolo nella procedura d’appalto. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 16 novembre davanti al Gup del Tribunale di Salerno, che dovrà stabilire se accogliere la richiesta dell’accusa e disporre il processo oppure pronunciarsi diversamente.
Sottopasso ferroviario di Paestum, la Procura chiede il processo per Franco Alfieri e altre sei persone
Oltre a Franco Alfieri, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda l’ex capostaff Andrea Campanile, il Rup Federica Turi, che successivamente rassegnò le dimissioni, il direttore dei lavori Gianvito Bello, le componenti della commissione di gara Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo e Nicola Aulisio, titolare dell’impresa aggiudicataria.
La contestazione formulata dal pubblico ministero Alessandro Di Vico è quella di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso. Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nelle successive fasi del procedimento e la richiesta della Procura non equivale a una dichiarazione di responsabilità.
L’appalto da circa 7 milioni di euro
Al centro dell’inchiesta c’è l’intervento denominato “Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”. L’opera ha un valore complessivo di circa 7 milioni di euro, con una base d’asta di 5 milioni, ed è stata finanziata dalla Regione Campania attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. I lavori furono banditi durante l’Amministrazione guidata da Alfieri e inaugurati con una cerimonia pubblica il 22 aprile 2024.
Udienza preliminare fissata al 16 novembre
Sarà il Gup del Tribunale di Salerno a valutare gli atti raccolti durante le indagini. Nell’udienza del 16 novembre il giudice potrà decidere se disporre il rinvio a giudizio degli indagati oppure adottare uno degli altri provvedimenti previsti dalla legge, compreso il non luogo a procedere. Quello davanti al Gup rappresenterà quindi il passaggio decisivo per capire se l’inchiesta sfocerà in un processo.
Il filone nato dal fascicolo “Alfieri bis”
L’indagine sul sottopasso di Paestum era già comparsa in un precedente fascicolo investigativo, noto come “Alfieri bis”, relativo a presunti appalti pilotati in Provincia di Salerno. Quel procedimento comprendeva anche altri interventi, tra cui il completamento della Fondovalle Calore e dell’Aversana.
In quel contesto la Procura aveva contestato a sette persone l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla contaminazione delle procedure ad evidenza pubblica. Dopo circa tredici mesi di indagini, il procedimento era stato archiviato dal Gip del Tribunale di Salerno il 9 gennaio 2026, su richiesta dello stesso pubblico ministero Alessandro Di Vico.
In quella fase erano stati prosciolti, oltre ad alcuni degli attuali indagati, anche il consigliere regionale Luca Cascone e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio, che aveva lasciato l’incarico di Rup.
La precedente archiviazione, tuttavia, non avrebbe chiuso definitivamente il filone relativo al sottopasso di Paestum. La Procura avrebbe infatti mantenuto aperta la possibilità di approfondire separatamente quella parte dell’indagine, integrando ulteriormente il quadro probatorio. Ora la nuova richiesta di rinvio a giudizio riporta la vicenda davanti al giudice, chiamato il 16 novembre a valutare se gli elementi raccolti siano sufficienti per affrontare un processo.

