Minori, sindaco Andrea Reale condannato per diffamazione: multa di 200 euro, annunciato ricorso in Appello

Una multa di 200 euro, il risarcimento dei danni da quantificare in sede civile e il pagamento delle spese legali della parte civile. È quanto stabilito dal Tribunale di Salerno nei confronti del sindaco di Minori, Andrea Reale, riconosciuto colpevole in primo grado di diffamazione aggravata ai danni dell'ex consigliere comunale di minoranza Giovanni Proto.
La decisione, pronunciata dalla giudice Carla Di Filippo e depositata il 17 settembre, riguarda alcune dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino durante un'intervista radiofonica risalente al dicembre 2021. La sentenza, non definitiva, sarà impugnata dalla difesa del sindaco.
Le dichiarazioni durante un'intervista a Radio Alfa
All'origine del procedimento giudiziario c'è un'intervista dell'8 dicembre 2021, quando Reale intervenne ai microfoni di Radio Alfa per commentare l'archiviazione di un'indagine relativa a presunti falsi tesseramenti nel circolo locale del Partito Democratico.
L'inchiesta era stata avviata a seguito di un esposto presentato proprio da Giovanni Proto, all'epoca consigliere di opposizione.
Nel corso dell'intervento, il sindaco aveva utilizzato espressioni particolarmente dure nei confronti dell'esponente politico, definendo la sua iniziativa una «grande bufala» e una «denuncia fasulla». A queste valutazioni si erano aggiunti gli appellativi «sfaccendato» e «degenerato mentale».
Secondo il Tribunale, tali espressioni hanno oltrepassato i limiti del legittimo diritto di critica politica, risultando offensive della reputazione della persona alla quale erano rivolte.
Multa, risarcimento e spese legali: cosa prevede il verdetto
La pronuncia della giudice Carla Di Filippo ha riconosciuto la responsabilità penale del primo cittadino per diffamazione aggravata, disponendo una sanzione pecuniaria di 200 euro con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Il provvedimento stabilisce inoltre il risarcimento dei danni in favore della parte civile, il cui ammontare dovrà essere determinato attraverso un successivo giudizio civile.
A carico di Reale sono state poste anche le spese di difesa e costituzione della parte civile, quantificate in 2.500 euro, oltre agli accessori previsti dalla legge.
La conflittualità politica tra il sindaco e l'ex consigliere
Nella valutazione dei fatti, il Tribunale ha tenuto conto anche dei rapporti particolarmente tesi tra i due protagonisti della vicenda.
Le motivazioni della sentenza richiamano infatti una situazione di «conflittualità reciproca», già presente prima dell'intervista oggetto del procedimento.
Il giudice ha evidenziato come anche Proto, in precedenti occasioni, avesse rivolto dichiarazioni offensive nei confronti del sindaco.
Questo contesto ha inciso sulla determinazione della sanzione: sono state riconosciute le attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulle aggravanti, con la conseguente applicazione della pena pecuniaria nella misura minima.
La difesa di Reale annuncia il ricorso in Appello
La vicenda giudiziaria non si conclude con la pronuncia di primo grado. L'avvocato Giuseppe Della Monica, difensore del sindaco, ha infatti annunciato l'intenzione di presentare ricorso in Appello.
La linea difensiva contesta l'interpretazione attribuita alle parole pronunciate durante l'intervista, sostenendo che le espressioni utilizzate non fossero dirette a colpire la condizione personale o psichica di Giovanni Proto.
Secondo il legale, quelle dichiarazioni andrebbero invece interpretate nel contesto di un confronto politico particolarmente acceso, come una valutazione polemica dell'attività pubblica dell'ex consigliere e delle modalità con cui esercitava il proprio ruolo di opposizione.
Sarà quindi il giudizio di secondo grado a esaminare le contestazioni della difesa e a stabilire se confermare o modificare la decisione assunta dal Tribunale di Salerno.




