Economia

San Francesco, il 4 ottobre torna festa nazionale: la guida agli aumenti nello stipendio di chi lavora o riposa di domenica

Occhio di Salerno
San Francesco, il 4 ottobre torna festa nazionale: la guida agli aumenti nello stipendio di chi lavora o riposa di domenica
Il 2026 è il primo anno in cui il 4 ottobre torna a essere una festività nazionale, con la ricorrenza di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia.

Quella festa era uscita dal calendario delle feste nel 1977, relegata a solennità civile e facendola di fatto sparire dalle buste paga dei lavoratori dipendenti. Finché a fine 2025 il Parlamento l’ha ripristinata con la legge 8 ottobre 2025, n. 151, in vigore dal 1° gennaio 2026, e il primo anno coincide con l’ottocentesimo anniversario della morte del santo. Quest’anno la data cade di domenica, e questo dettaglio incide sulla retribuzione, che si lavori o meno quel giorno.

San Francesco, il 4 ottobre torna festa nazionale: la guida agli aumenti nello stipendio

Giuseppe Buscema, della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, spiega al Sole 24 Ore che la maggior parte dei lavoratori avrà un riconoscimento in stipendio con il trattamento di festività non goduta. Riguarda le festività nazionali che cadono nel giorno di riposo settimanale: non potendo recuperare con un altro giorno libero, il dipendente riceve una compensazione economica.

Nel cedolino di ottobre compare quindi una quota giornaliera che si somma alla normale retribuzione. Non esiste però una cifra uguale per tutti, perché l’importo dipende dal contratto collettivo, dal livello di inquadramento, dal sistema di pagamento e dall’orario.

Per chi ha uno stipendio mensile il riferimento è la retribuzione giornaliera, ricavata dal compenso mensile con il divisore previsto dal Ccnl. Due persone con lo stesso stipendio possono quindi ricevere somme diverse se applicano contratti diversi. Per i lavoratori pagati a ore, in assenza di norme specifiche, si può far riferimento a un sesto dell’orario settimanale contrattuale. Per i part-time conta l’orario individuale. La regola descritta riguarda soprattutto il settore privato: nel pubblico impiego va verificato il contratto del singolo comparto, senza trasferire in automatico il calcolo del privato.

La maggiorazione si applica in automatico, senza bisogno di aggiornare i contratti collettivi. Buscema ha simulato alcuni casi per il cedolino di ottobre e la forbice del netto si colloca fra 39 e 53 euro in più. Guadagnano di più gli impiegati di livello B1 del settore metalmeccanico, con 52,70 euro netti e 124,33 di costo per il datore di lavoro, e gli operai di livello D2 del Ccnl metalmeccanici industria, con 51,62 euro in più e 106,30 lordi. Seguono l’impiegato di primo livello, con 46,78 euro (110,08 lordi), il commesso di quarto livello del Ccnl Confcommercio, con 46,40 euro (94,44 lordi), e l’operaio di sesto livello con contratto Fipe nei pubblici servizi, con 38,84 euro (78,33 per il datore). Gli importi in busta sono netti, quindi inferiori alla cifra lorda per effetto di trattenute fiscali e contributive.

Chi presta servizio domenica 4 ottobre ha un trattamento diverso. Oltre alla normale retribuzione gli spettano la quota per la festività che coincide con la domenica e il pagamento delle ore lavorate con la maggiorazione festiva. La percentuale non è uguale per tutti: dipende dal Ccnl e, in alcuni casi, dagli accordi aziendali. La situazione di chi resta a casa e quella di chi lavora seguono quindi regole distinte.

Il 2026 è un caso particolare proprio per la coincidenza con la domenica. Quando in futuro il 4 ottobre cadrà dal lunedì al sabato, per un mensilizzato che non lavora la festività infrasettimanale è di norma già compresa nello stipendio e non genera una seconda quota giornaliera. Per i lavoratori a ore valgono le disposizioni di legge e di contratto, mentre chi viene chiamato a lavorare rientra di nuovo nella disciplina del lavoro festivo e delle maggiorazioni.
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