Il Rapporto SVIMEZ evidenzia crescita del PIL e occupazione nel Mezzogiorno, ma 175mila giovani qualificati lasciano il Sud: convegno a Salerno su sviluppo e strategie industriali.
Rapporto SVIMEZ a Salerno: crescita economica al Sud, ma continua la fuga dei giovani
Un paradosso al centro del convegno “La libertà di partire, il diritto di restare” organizzato da ASI Salerno, FICEI e SVIMEZ presso la Camera di Commercio di Salerno: tra il 2021 e il 2024 il PIL del Mezzogiorno è cresciuto dell’8,5%, superando il +5,8% del Centro-Nord, e l’occupazione ha guadagnato quasi 500mila posti di lavoro, con il Sud protagonista di oltre un terzo della crescita nazionale.
Nonostante questi dati positivi, lo stesso triennio registra l’emigrazione di 175mila giovani tra 25 e 34 anni, laureati in larga parte, con una perdita stimata di 6,7 miliardi di euro in capitale umano. La contraddizione mette in luce la difficoltà del Sud di trattenere le competenze formate sul territorio.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i risultati del Quaderno SVIMEZ n. 73, dedicato alla politica industriale europea dal 1958 al 2025, utile a comprendere le opportunità e i rischi per le regioni meridionali.
Dal dibattito con istituzioni, università e rappresentanti imprenditoriali è emersa la necessità di superare la logica emergenziale, rafforzare le filiere produttive, i rapporti tra università e impresa e valorizzare i Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale (ASI) come strumenti chiave di governance. Antonio Visconti, presidente di ASI Salerno, ha sottolineato come “coesione sia competitività”, mentre Piero De Luca ha collegato le sfide meridionali alle politiche europee di coesione.
L’On. Vincenzo De Luca ha concluso evidenziando la centralità della ZES Unica per attrarre investimenti e creare occupazione stabile, sottolineando come il futuro del Sud passi anche da una trasformazione culturale e sociale, affinché i giovani abbiano motivi concreti per restare.

