Il
sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, durante la consueta diretta social del venerdì, accende i riflettori sul
caso Ranucci: "Il problema è la deriva del giornalismo d'inchiesta". Lo riporta SalernoToday.
Caso Ranucci, il sindaco Vincenzo De Luca in diretta social: "Il problema è la deriva del giornalismo d'inchiesta"
Il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca, ha affrontato il caso Ranucci durante la consueta diretta social del venerdì. Sebbene non si sia soffermato sui dettagli specifici della questione che concerne il presentatore di
Report ("Non ritengo di dover aggiungere ulteriori commenti riguardo l'accaduto — ci sono episodi anche sconvenienti, come la bomba, Lavitola e amicizie fraterne. Tuttavia, il problema non è questo," ha dichiarato), De Luca ha colto l'opportunità per criticare il "cosiddetto giornalismo d'inchiesta, che non ha nulla a che fare con il vero giornalismo". "Un settore del giornalismo, tra l'altro finanziato dai cittadini italiani, dove lo scopo non è rivelare la verità o mantenere una critica costante nei confronti del potere, della politica e delle deviazioni della vita pubblica. È, al contrario, diventato sempre più un esercizio pseudo-giornalistico che soddisfa soltanto il narcisismo dei conduttori televisivi, il loro opportunismo e le loro ambizioni, spesso a scapito dei cittadini e dei protagonisti," ha continuato De Luca.
Il commento
Esistono campagne informative che tendono a rovinare l'esistenza di un individuo, che calpestano la dignità personale, e che distruggono le famiglie a partire dal nulla. Questo, per me, rappresenta un giornalismo camorristico. Le denunce sono strumenti di difesa. Perché se si realizza un programma su Rai 3, e un giornalista mi intervista, ma poi quell'intervista viene suddivisa e ridotta a dieci secondi privi di significato, questo è un tipo di camorrismo. Il riferimento è a un'intervista di Report riguardo al progetto Crescent. "Un collaboratore della Gabanelli arriva a Salerno per intervistarmi sul Crescent. Entra nel mio ufficio al Comune, inizia a preparare telecamere e altre attrezzature. La prima cosa che gli dico è: per favore, non voglio essere ripreso dal basso, perché questa abitudine di filmare gli interlocutori come se fossero in un interrogatorio mi infastidisce. Quindi, posiziona la telecamera all'altezza degli occhi, per cominciare. " Poi chiedo di essere avvisato prima che inizi la registrazione, ma scopro che la telecamera era già accesa. "Lo contatto e gli dico: scusi, ma sta registrando? E certo. Ma le avevo chiesto un minuto fa di avvisarmi. Scusi, ma voleva un ciak? E allora: sai una novità? Esci dalla stanza, subito, vai via". L'intervista fu rifatta a settembre, dopo trattative con la redazione. "Arriva settembre e arrivano le solite domande irritanti: ma il parere idrogeologico? Se hai bisogno del mio parere idrogeologico, devi dirmi prima cosa desideri sapere, perché io sono sindaco, non il RUP. Ma ovviamente l'intento non è chiarire le questioni ai cittadini: l'intenzione è creare problemi, scandali e confusione". Accorgendosi di una seconda telecamera, racconta di aver risposto facendone installare una terza per riprendere il team e di aver pubblicato la registrazione completa sul sito del Comune: "trenta minuti tagliuzzati e ridotti a quello che credo sia trenta secondi. Come chiamiamo questo? Camorrismo. È un comportamento scorretto da parte del giornalismo". "La Costituzione afferma che un cittadino è considerato innocente fino a una sentenza definitiva. Questo implica che non ci si può permettere di presentare l'immagine di un delinquente riguardo a un politico o a qualsiasi cittadino italiano", ha dichiarato il sindaco, criticando "il giornalista che diventa protagonista sulla pelle degli altri, malato di narcisismo, che costruisce la propria carriera inventando scandali e scoop senza badare alla verità, e che non ha mai la decenza, quando sbaglia e danneggia una famiglia o un individuo, di chiedere scusa". Poi ha citato Gobetti, "un grande giovane liberale ucciso dalla violenza fascista": "La logica del moralismo è sempre strumentale. Coloro che si pongono come portatori della verità divina e si sostituiscono ai pubblici ministeri, sotto la facciata del moralismo, perseguono interessi personali".