Processo Franco Alfieri, il pm chiede 7 anni di carcere: assoluzione per la sorella Elvira. Tutte le richieste di condanna

Sette anni di reclusione per Franco Alfieri e assoluzione per la sorella Elvira. Sono le richieste formulate dal pubblico ministero Francesco Rotondo nell'ambito del processo sui presunti appalti pilotati per la pubblica illuminazione del Comune di Capaccio Paestum, in corso davanti al Tribunale di Vallo della Lucania.
La requisitoria dell'accusa, giovedì 22 ottobre 2026, rappresenta uno dei passaggi decisivi del procedimento giudiziario che vede imputati l'ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno e altre cinque persone.
Le richieste della Procura riguardano pene detentive e pecuniarie differenti in relazione alle singole posizioni processuali. L'accusa ha inoltre sollecitato la confisca dei beni sottoposti a sequestro.
Processo Alfieri, chiesti sette anni per l'ex sindaco di Capaccio Paestum
Per Franco Alfieri, il pubblico ministero ha indicato una pena iniziale di sei anni e sei mesi di reclusione, successivamente aumentata a sette anni, oltre al pagamento di una multa di 500 euro.
La richiesta arriva al termine dell'istruttoria dibattimentale relativa all'inchiesta sulle presunte irregolarità nelle procedure di affidamento degli appalti per la pubblica illuminazione di Capaccio Paestum.
Il procedimento riguarda contestazioni formulate, a vario titolo, per turbata libertà degli incanti e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Tra le accuse rivolte all'ex sindaco figura anche quella di falso ideologico.
Si tratta delle ipotesi accusatorie sottoposte al vaglio del Tribunale, che dovrà pronunciarsi al termine del processo.
La richiesta dell'accusa per la sorella dell'ex sindaco
Di segno completamente diverso la conclusione formulata dal pubblico ministero per Elvira Alfieri, sorella dell'ex primo cittadino. Per lei, infatti, Francesco Rotondo ha chiesto l'assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste».
Una richiesta che rappresenta uno degli elementi più significativi della requisitoria, considerando che Elvira Alfieri figura tra gli imputati nel procedimento. L'eventuale assoluzione dovrà comunque essere pronunciata dai giudici: la posizione espressa dalla Procura non equivale a una sentenza.
Le pene indicate dalla Procura per gli altri imputati
La requisitoria ha riguardato anche le posizioni degli altri quattro imputati. Per Vittorio De Rosa, il pubblico ministero ha chiesto inizialmente sei anni e quattro mesi di reclusione, con un aumento fino a sei anni e nove mesi, oltre a una multa di 300 euro.
Per Carmine Greco, la richiesta è partita da tre anni di reclusione, successivamente aumentati a tre anni e dieci mesi, con una multa di 2.000 euro. Nel corso della requisitoria è stata inoltre indicata, per le contestazioni aggravate e senza il riconoscimento delle attenuanti, una richiesta di quattro anni e due mesi di reclusione e 4.000 euro di multa.
Per Andrea Campanile e Alfonso D'Auria, infine, la Procura ha formulato una richiesta iniziale di due anni di reclusione, aumentata a due anni e sei mesi, oltre a 500 euro di multa.
Appalti a Capaccio Paestum, chiesta anche la confisca dei beni sequestrati
Oltre alle pene detentive e pecuniarie, il pubblico ministero ha chiesto al Tribunale di disporre la confisca dei beni attualmente sottoposti a sequestro. Anche su questa richiesta saranno i giudici a pronunciarsi nell'ambito della decisione conclusiva.
La requisitoria segna il passaggio dalla fase di acquisizione e discussione delle prove a quella delle conclusioni delle parti. Dopo le richieste dell'accusa, il procedimento proseguirà con gli interventi dei difensori. La sentenza di primo grado è prevista per il 19 novembre 2026, secondo il calendario processuale annunciato.
Le richieste formulate dal pubblico ministero non costituiscono condanne: spetterà al collegio giudicante valutare le risultanze processuali e decidere sulle singole posizioni. Per tutti gli imputati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.




