"Presenze sospette nei piani alti del Grand Hotel": De Luca attacca i gestori e cita le ombre sulle ragazze dell'Est

A Salerno scoppia la bufera attorno alle presunte irregolarità del Grand Hotel come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Oltre al contenzioso per oltre 8,5 milioni di euro di tasse arretrate non saldate, l'amministrazione cittadina e le magistrature sono state informate di alcune condotte ambigue registrate all'interno dell'edificio gestito dalla società della famiglia Chechile.
«Mai avrei pensato di avere a che fare con interlocutori che oltre che delinquenti sono anche cafoni. Parto da due principi: il primo è che per me la verità viene prima delle bandiere di partito e di coalizione. Il secondo è che non accetto ricatti e di fronte a posizioni ricattatorie sono pronto a tutto. Nel caso specifico pure a perdere 8 milioni di euro per affermare un principio di legalità».
«Siamo di fronte a una truffa nei confronti del Comune di Salerno di 8 milioni e mezzo di euro. Siamo d'accordo tutti quanti a fare la guerra termonucleare contro i delinquenti che tolgono queste risorse al Comune di Salerno? Sì o no? Poi vediamo i dettagli».
Entrando nel merito delle indiscrezioni più delicate sulla struttura ricettiva, il primo cittadino ha poi aggiunto dettagli importanti sulle segnalazioni giunte all'attenzione delle forze dell'ordine e della Finanza:
«Circolavano altre voci: facevamo finta di non sentire perché ci pareva talmente clamoroso da non poterci credere. Si parla di una frequentazione di ragazze dell'est oriente negli ultimi piani dell'albergo».
«Sapevano da tre mesi che il 12 agosto, termine ultimo per saldare, si avvicinava e comunque continuavano a prendere prenotazioni. Siamo di fronte ad una gestione delinquenziale».
A queste contestazioni di natura etica e penale si aggiungono la presenza di 53 camere totalmente prive di autorizzazione contrattuale, l'eliminazione della Spa e della piscina per fare spazio a un bar e a ristoranti abusivi. Sulla base di tali presupposti, la giunta salernitana ha ufficialmente avviato l'iter per la rescissione immediata della convenzione d'uso dei suoli.
"Presenze sospette nei piani alti del Grand Hotel": De Luca attacca i gestori
Nel corso del suo infuocato intervento al Consiglio comunale a Palazzo Guerra, il primo cittadino Vincenzo De Luca non le ha mandate a dire, commentando con parole durissime sia la condotta societaria sia le voci su presunti ed elusivi incontri a luci rosse ai Piani Alti:«Mai avrei pensato di avere a che fare con interlocutori che oltre che delinquenti sono anche cafoni. Parto da due principi: il primo è che per me la verità viene prima delle bandiere di partito e di coalizione. Il secondo è che non accetto ricatti e di fronte a posizioni ricattatorie sono pronto a tutto. Nel caso specifico pure a perdere 8 milioni di euro per affermare un principio di legalità».
«Siamo di fronte a una truffa nei confronti del Comune di Salerno di 8 milioni e mezzo di euro. Siamo d'accordo tutti quanti a fare la guerra termonucleare contro i delinquenti che tolgono queste risorse al Comune di Salerno? Sì o no? Poi vediamo i dettagli».
Entrando nel merito delle indiscrezioni più delicate sulla struttura ricettiva, il primo cittadino ha poi aggiunto dettagli importanti sulle segnalazioni giunte all'attenzione delle forze dell'ordine e della Finanza:
«Circolavano altre voci: facevamo finta di non sentire perché ci pareva talmente clamoroso da non poterci credere. Si parla di una frequentazione di ragazze dell'est oriente negli ultimi piani dell'albergo».
«Sapevano da tre mesi che il 12 agosto, termine ultimo per saldare, si avvicinava e comunque continuavano a prendere prenotazioni. Siamo di fronte ad una gestione delinquenziale».
A queste contestazioni di natura etica e penale si aggiungono la presenza di 53 camere totalmente prive di autorizzazione contrattuale, l'eliminazione della Spa e della piscina per fare spazio a un bar e a ristoranti abusivi. Sulla base di tali presupposti, la giunta salernitana ha ufficialmente avviato l'iter per la rescissione immediata della convenzione d'uso dei suoli.




