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Percorsi nel Gusto 2026, ricercatori di Harvard nel Salernitano: cinque giorni tra alimentazione e salute

Carla Castellano
Percorsi nel Gusto 2026, ricercatori di Harvard nel Salernitano: cinque giorni tra alimentazione e salute

Dalle produzioni agricole del Cilento agli studi sulle malattie metaboliche, passando per la tradizione gastronomica della Costiera e della Piana del Sele. Dal 12 al 16 ottobre 2026 il territorio salernitano ospiterà una nuova edizione di “Percorsi nel Gusto”, il progetto della Fondazione EBRIS che mette in relazione la ricerca scientifica con le conoscenze e le pratiche alimentari locali.

Per cinque giornate, una delegazione internazionale composta da ricercatori, medici ed esperti di nutrizione, provenienti da Harvard, Mass General Brigham e strutture cliniche italiane, incontrerà produttori e operatori del settore agroalimentare. L'iniziativa, organizzata insieme al GAL Pesca “Approdo di Ulisse” e al Museo Vivente della Dieta Mediterranea, comprenderà attività pratiche, visite alle aziende e momenti di approfondimento.

Dal Cilento alla filiera bufalina: le tappe dal 12 al 14 ottobre

Il calendario prenderà il via lunedì 12 ottobre con due luoghi legati al patrimonio naturale e alimentare cilentano: l'Oasi Fiume Alento e il Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi. La giornata proseguirà a Casal Velino, dove L'Ammaccata ospiterà un laboratorio dedicato alla preparazione della pizza cilentana.

Martedì 13 ottobre sarà invece la volta della Tenuta Don Ciccio, con un'attività di educazione alimentare condotta dalla chef Marisa Iocco. Tra gli appuntamenti figura anche la visita al laboratorio di Donatella Marino, dedicato alla lavorazione delle alici di Menaica.

Il 14 ottobre l'attenzione si sposterà su due produzioni del territorio: l'olio extravergine d'oliva, attraverso l'esperienza dell'Azienda Agricola Piero Matarazzo, e la filiera bufalina, con la visita all'Azienda Agricola Jemma.

Penisola Sorrentina e Piana del Sele, gli appuntamenti finali

Giovedì 15 ottobre la delegazione raggiungerà la Penisola Sorrentina, proseguendo il confronto con le realtà agroalimentari locali.

L'ultima giornata di visite, venerdì 16 ottobre, interesserà invece la Piana del Sele. Il programma prevede una tappa presso Finagricola, nella fattoria didattica di Serroni, a Battipaglia, e nella Sala del Gusto.

Il convegno internazionale alla Fondazione EBRIS di Salerno

A chiudere la manifestazione sarà un incontro scientifico in programma venerdì 16 ottobre, alle ore 17.30, nella sede salernitana della Fondazione EBRIS (European Biomedical Research Institute of Salerno).

Il convegno approfondirà le connessioni tra nutrizione, microbiota intestinale e patologie metaboliche, con interventi di esperti impegnati nella ricerca e nella pratica clinica.

Tra i relatori figurano:

  • Alessio Fasano, presidente della Fondazione EBRIS e professore ad Harvard, che approfondirà il tema dell'obesità infantile.

  • Frank Hu, direttore del Dipartimento di Nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health, con un intervento sulla prevenzione metabolica attraverso l'alimentazione.

  • Kathleen O'Neil, direttrice medica di Treat Wellness, che parlerà della medicina mediterranea nell'epoca dei farmaci GLP-1.

  • Ilaria Cavecchia, vicepresidente MICS, che illustrerà le possibilità di intervento sul microbiota mediante la dieta e le relative applicazioni cliniche.

  • Massimo Barberi, direttore di Microbioma.it, che affronterà il problema della disinformazione alimentare.

La moderazione sarà affidata a Ronald E. Kleinman, professore di Pediatria alla Harvard Medical School.

Alessio Fasano: «La prevenzione è anche cultura alimentare»

Alla base della manifestazione c'è la volontà di creare occasioni di confronto diretto tra il mondo della ricerca biomedica e le persone che operano quotidianamente nelle filiere produttive.

A spiegare il significato dell'iniziativa è Alessio Fasano, presidente della Fondazione EBRIS:

"Con Percorsi nel Gusto vogliamo portare la ricerca dove il cibo nasce. Far incontrare scienziati di livello internazionale e produttori locali significa riconoscere che la prevenzione è anche una questione di cultura alimentare e di territorio".

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