Ci siamo. Entro mezzanotte l'esecutivo dovrà inviare a Bruxelles la prima manovra targata giallo-verde, tuttavia sono ancora tanti i nodi da sciogliere tra cui quello spinoso delle coperture finanziarie. Sebbene siano stati stanziati 37 miliardi, infatti, sembra che le risorse a disposizione non siano sufficienti a coprire tutte le misure in cantiere. Ecco perché anche il governo guidato da Lega e M5S, come quelli precedenti, potrebbe puntare ad un blocco della rivalutazione delle pensioni per ottenere rapidamente dei risparmi. Introdotto dal governo Monti nel 2011, il blocco degli assegni pensionistici è stato poi confermato nel 2013 dall'esecutivo guidato da Enrico Letta, che ha fissato un sistema basato su 5 scaglioni di reddito con relative percentuali di rivalutazione valido per una fase transitoria con scadenza nel 2016, poi prorogata fino al 2018.

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