Cronaca

Uccide la madre e poi chiama il 112, la confessione del 53enne di Pellezzano: "Non ce la facevo più"

Martina Francione
Uccide la madre e poi chiama il 112, la confessione del 53enne di Pellezzano: "Non ce la facevo più"

È stato lui stesso a chiamare il numero unico di emergenza e a raccontare quanto era appena accaduto. Un uomo di 53 anni, Antonio Durante, è stato arrestato a Pellezzano con l’accusa di aver ucciso la madre, Maria Barone, 85 anni, all’interno dell’abitazione di via Nicotera dove vivevano insieme a un altro familiare.

L’uomo si trova ora nel carcere di Fuorni. Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Salerno, che ha affidato ai Carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto avvenuto nella notte tra domenica e lunedì. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Pellezzano, 53enne confessa l’omicidio della madre: «Non ce la facevo più»

Secondo quanto ricostruito finora, il 53enne avrebbe soffocato la madre mentre la donna si trovava a letto. Subito dopo avrebbe telefonato alle forze dell’ordine riferendo di averla uccisa e si sarebbe quindi allontanato dall’abitazione.

I Carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo per le strade di Pellezzano. L’uomo non avrebbe opposto resistenza e sarebbe stato accompagnato in caserma, dove avrebbe confermato quanto già riferito al telefono. Agli investigatori avrebbe pronunciato poche parole per spiegare il proprio gesto: «Non ce la facevo più».

Da anni si occupava della madre e del fratello

Da circa quattro anni Durante era tornato a vivere a Pellezzano dopo un periodo trascorso all’estero. Secondo quanto emerso, si occupava quotidianamente della madre anziana e del fratello maggiore, che per anni era stato in cura al dipartimento di igiene mentale dell'Asl di Salerno.

Una situazione familiare complessa e protratta nel tempo, sulla quale gli investigatori stanno ora cercando di fare piena luce anche per comprendere il contesto nel quale è maturato l’omicidio. Non sarebbero emersi, almeno dai primi elementi raccolti, particolari problemi economici. I vicini avrebbero descritto la famiglia come molto riservata e progressivamente isolata.

Tra gli elementi sui quali indagano gli investigatori c’è anche la circostanza che il 53enne avrebbe lasciato circa 3mila euro destinati al funerale della madre e poco meno di 2mila euro per le prime necessità del fratello, successivamente ricoverato in una struttura specializzata. Anche la telefonata effettuata dall’uomo al numero di emergenza è stata acquisita agli atti.

Disposta l’autopsia sul corpo dell’85enne

Sul corpo di Maria Barone sarebbero stati rilevati alcuni segni che dovranno essere approfonditi nel corso dell’esame autoptico. Sarà l’autopsia a chiarire definitivamente cause e modalità della morte. Ulteriori accertamenti tecnici saranno eseguiti anche all’interno dell’abitazione di via Nicotera. Il 53enne resta in carcere con l’accusa di omicidio aggravato. La sua posizione sarà valutata nelle successive fasi del procedimento. 

Condividi

Leggi anche