Da Palinuro al timone di una startup per marittimi: è la storia di Gabriele Pacetti, 20enne cilentano e terzo ufficiale di macchina sulla Carnival Jubilee. Il giovane co-fondatore di Ondeck ha rivoluzionato la formazione nel settore crocieristico. Lo riporta Il Mattino.
Questa evoluzione è sostenuta da politiche nazionali e da investimenti come quelli del PNRR e dell’Agenda Sud, che puntano a posizionare le scuole come pilastri dello sviluppo economico del territorio, con un’enfasi particolare sull’orientamento verso percorsi tecnico-professionali. Un esempio concreto arriva dall’Istituto Nautico Giovanni XXIII di Salerno, dove il percorso formativo è cucito su misura per le esigenze delle professioni legate al mare.
Nel settore marittimo moderno, dove le navi sono ormai vere e proprie industrie galleggianti, le competenze richieste vanno ben oltre le basi tecniche. C’è bisogno di ufficiali specializzati in macchine e coperta, esperti in elettrotecnica e professionisti nella gestione dei sistemi energetici e della sicurezza. Da questa consapevolezza nasce un’ambizione condivisa: creare un Polo del Mare che colleghi scuole, simulatori e realtà imprenditoriali con le compagnie di navigazione.
Gabriele stesso sostiene con entusiasmo questa visione. Un Polo del Mare in grado di formare i ragazzi secondo gli standard internazionali rappresenterebbe un passo avanti decisivo per preparare una generazione di marittimi competitivi a livello globale, mantenendo però viva la tradizione italiana nel settore.
Dalla sua esperienza a bordo è scaturita anche l’idea di un progetto innovativo: la nascita della startup Ondeck. Insieme ad altri professionisti del settore, Pacetti ha creato questa realtà per supportare i giovani marittimi nella comprensione delle dinamiche del settore mercantile, crocieristico e da diporto. Attraverso Ondeck, la formazione diventa più pratica e orientata a sviluppare una visione chiara e completa delle carriere possibili in mare.
Il panorama italiano si distingue per un elemento unico: il diploma nautico che consente ai giovani di salpare come allievi ufficiali sin dai primi passi della loro carriera. Intercettando questa unicità, l’obiettivo di inclusione lavorativa e modernizzazione portato avanti da iniziative come quella di Pacetti potrebbe rappresentare un modello virtuoso a livello internazionale.
Per questo giovane navigante, ogni conquista è solo l’inizio di una nuova sfida. Conclude infatti con una massima che ben sintetizza lo spirito della nuova scuola italiana: ogni successo deve aprire la strada verso obiettivi ancora più grandi, senza mai considerare raggiunto un punto d’arrivo definitivo.
Gabiele Pacetti, da Palinuro al timone di una startup per marittimi
Gabriele Pacetti, ventenne originario di Palinuro e terzo ufficiale di macchina sulla Carnival Jubilee, rappresenta l’esempio di un cambiamento significativo nel sistema scolastico salernitano. Negli ultimi anni, infatti, le scuole si sono sempre più orientate a formare gli studenti non solo per sostenere esami, ma anche per prepararli a confrontarsi con il mercato del lavoro. Attraverso laboratori, orientamento, filiere tecniche e collaborazioni con il mondo produttivo locale, gli istituti si stanno trasformando in veri e propri hub di competenze professionali.Questa evoluzione è sostenuta da politiche nazionali e da investimenti come quelli del PNRR e dell’Agenda Sud, che puntano a posizionare le scuole come pilastri dello sviluppo economico del territorio, con un’enfasi particolare sull’orientamento verso percorsi tecnico-professionali. Un esempio concreto arriva dall’Istituto Nautico Giovanni XXIII di Salerno, dove il percorso formativo è cucito su misura per le esigenze delle professioni legate al mare.
La storia
La storia di Gabriele Pacetti è il risultato tangibile di questa rinascita. Dopo aver frequentato il nautico salernitano, oggi è uno dei membri dell’equipaggio della Carnival Jubilee, una delle navi più grandi e tecnologicamente avanzate al mondo, alimentata a gas naturale liquefatto (Lng). Questo carburante innovativo rappresenta una svolta per la navigazione sostenibile. Pacetti riconosce il ruolo fondamentale della sua formazione: le conoscenze tecniche in meccanica e termodinamica e l’approccio pratico appreso durante il percorso scolastico si sono rivelati strumenti essenziali per affrontare le sfide del suo lavoro attuale.Nel settore marittimo moderno, dove le navi sono ormai vere e proprie industrie galleggianti, le competenze richieste vanno ben oltre le basi tecniche. C’è bisogno di ufficiali specializzati in macchine e coperta, esperti in elettrotecnica e professionisti nella gestione dei sistemi energetici e della sicurezza. Da questa consapevolezza nasce un’ambizione condivisa: creare un Polo del Mare che colleghi scuole, simulatori e realtà imprenditoriali con le compagnie di navigazione.
Gabriele stesso sostiene con entusiasmo questa visione. Un Polo del Mare in grado di formare i ragazzi secondo gli standard internazionali rappresenterebbe un passo avanti decisivo per preparare una generazione di marittimi competitivi a livello globale, mantenendo però viva la tradizione italiana nel settore.
Dalla sua esperienza a bordo è scaturita anche l’idea di un progetto innovativo: la nascita della startup Ondeck. Insieme ad altri professionisti del settore, Pacetti ha creato questa realtà per supportare i giovani marittimi nella comprensione delle dinamiche del settore mercantile, crocieristico e da diporto. Attraverso Ondeck, la formazione diventa più pratica e orientata a sviluppare una visione chiara e completa delle carriere possibili in mare.
Il panorama italiano si distingue per un elemento unico: il diploma nautico che consente ai giovani di salpare come allievi ufficiali sin dai primi passi della loro carriera. Intercettando questa unicità, l’obiettivo di inclusione lavorativa e modernizzazione portato avanti da iniziative come quella di Pacetti potrebbe rappresentare un modello virtuoso a livello internazionale.
Per questo giovane navigante, ogni conquista è solo l’inizio di una nuova sfida. Conclude infatti con una massima che ben sintetizza lo spirito della nuova scuola italiana: ogni successo deve aprire la strada verso obiettivi ancora più grandi, senza mai considerare raggiunto un punto d’arrivo definitivo.

