Uccide i fratelli e poi si suicida ad Apice: le vittime sono Gianni, Franco e Donato Licciardi. Il primo cittadino Angelo Pepe ha manifestato il proprio dolore e quello dell’intera comunità. Proseguono gli accertamenti dei carabinieri per chiarire cosa sia accaduto e ricostruire l’esatta dinamica della tragedia che ha sconvolto il Sannio.
I carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Benevento, con il pm Carmine Pignatiello intervenuto sul posto, stanno lavorando per comprendere cosa abbia provocato la discussione esplosa nelle ore precedenti tra i tre fratelli.
La prima ricostruzione
Stando agli elementi raccolti finora, a impugnare una pistola calibro 9 sarebbe stato Gianni, il maggiore dei tre. In una prima fase avrebbe sparato contro Donato all’interno del ristorante. Successivamente sarebbe uscito dalla struttura e avrebbe raggiunto Franco, contro il quale avrebbe esploso altri colpi, prima di rivolgere la stessa arma contro se stesso. La pistola è stata trovata nelle vicinanze del corpo.
Gli investigatori stanno ora cercando di individuare le ragioni alla base della drammatica vicenda familiare. Da quanto emerso, tra i fratelli ci sarebbero stati da tempo contrasti legati alla gestione delle attività. Gianni si occupava del ristorante, mentre Franco e Donato avevano concentrato il proprio impegno nell’organizzazione degli eventi ospitati dal Castello dell’Ettore di Apice Vecchia, compresi i tradizionali mercatini natalizi capaci ogni anno di richiamare numerosi visitatori provenienti da diverse parti d’Italia.
Per definire con maggiore precisione quanto accaduto, gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della struttura. Saranno inoltre ascoltati dipendenti e familiari dei Licciardi, con l’obiettivo di ricostruire i rapporti tra i tre fratelli e gli eventuali contrasti esistenti. Sui corpi verranno effettuati gli esami autoptici.
«La nostra comunità è sotto choc». Con queste parole il sindaco di Apice, Angelo Pepe, ha commentato la tragedia che ha colpito la cittadina. Il primo cittadino ha espresso il cordoglio dell’Amministrazione e di tutta la popolazione per la morte dei tre fratelli, titolari del noto ristorante.
«Ci troviamo davanti a una tragedia enorme, che ha sconvolto profondamente la nostra comunità e lasciato un dolore difficile da descrivere. In un momento segnato dallo sgomento e dalla sofferenza – ha dichiarato Pepe – voglio rivolgere, anche a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, le più sentite condoglianze alle famiglie colpite da una vicenda tanto drammatica e inaccettabile».
Il sindaco ha poi aggiunto: «Davanti a quanto accaduto, qualsiasi parola rischia di risultare insufficiente. Possiamo soltanto condividere il dolore delle famiglie, rispettare il silenzio e far sentire loro la vicinanza di una comunità che, pur ferita, resta unita. Non saranno lasciate sole e potranno contare sulla nostra solidarietà e sul nostro sostegno».
Pepe ha infine ricordato il forte legame dei tre fratelli con il territorio: «È una tragedia che provoca ancora più dolore perché parliamo di persone che conoscevamo e che erano conosciute e apprezzate da tutta la comunità. È difficile trovare parole per raccontare un momento così drammatico, improvviso e inconcepibile. Erano persone che hanno dato molto ad Apice, sia dal punto di vista sociale sia sotto il profilo economico, partecipando attivamente alla vita della comunità. In questo momento riesco soltanto a esprimere un profondo dolore e la mia vicinanza ai familiari e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerli».
Uccide i fratelli e poi si suicida ad Apice: chi sono Gianni, Franco e Donato Licciardi. Il sindaco: «Persone conosciute e benvolute da tutti»
Gianni, Franco e Donato Licciardi, rispettivamente di 56, 61 e 65 anni, sono i tre fratelli rinvenuti senza vita all’interno del loro ristorante ad Apice. Tutti presentavano ferite provocate da colpi d’arma da fuoco. L’ipotesi al momento seguita dagli investigatori è quella di un duplice omicidio culminato nel suicidio dell’autore, ma restano ancora numerosi aspetti da chiarire sull’episodio avvenuto nella tarda mattinata.I carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Benevento, con il pm Carmine Pignatiello intervenuto sul posto, stanno lavorando per comprendere cosa abbia provocato la discussione esplosa nelle ore precedenti tra i tre fratelli.
La prima ricostruzione
Stando agli elementi raccolti finora, a impugnare una pistola calibro 9 sarebbe stato Gianni, il maggiore dei tre. In una prima fase avrebbe sparato contro Donato all’interno del ristorante. Successivamente sarebbe uscito dalla struttura e avrebbe raggiunto Franco, contro il quale avrebbe esploso altri colpi, prima di rivolgere la stessa arma contro se stesso. La pistola è stata trovata nelle vicinanze del corpo.
Gli investigatori stanno ora cercando di individuare le ragioni alla base della drammatica vicenda familiare. Da quanto emerso, tra i fratelli ci sarebbero stati da tempo contrasti legati alla gestione delle attività. Gianni si occupava del ristorante, mentre Franco e Donato avevano concentrato il proprio impegno nell’organizzazione degli eventi ospitati dal Castello dell’Ettore di Apice Vecchia, compresi i tradizionali mercatini natalizi capaci ogni anno di richiamare numerosi visitatori provenienti da diverse parti d’Italia.
Per definire con maggiore precisione quanto accaduto, gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della struttura. Saranno inoltre ascoltati dipendenti e familiari dei Licciardi, con l’obiettivo di ricostruire i rapporti tra i tre fratelli e gli eventuali contrasti esistenti. Sui corpi verranno effettuati gli esami autoptici.
«La nostra comunità è sotto choc». Con queste parole il sindaco di Apice, Angelo Pepe, ha commentato la tragedia che ha colpito la cittadina. Il primo cittadino ha espresso il cordoglio dell’Amministrazione e di tutta la popolazione per la morte dei tre fratelli, titolari del noto ristorante.
«Ci troviamo davanti a una tragedia enorme, che ha sconvolto profondamente la nostra comunità e lasciato un dolore difficile da descrivere. In un momento segnato dallo sgomento e dalla sofferenza – ha dichiarato Pepe – voglio rivolgere, anche a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, le più sentite condoglianze alle famiglie colpite da una vicenda tanto drammatica e inaccettabile».
Il sindaco ha poi aggiunto: «Davanti a quanto accaduto, qualsiasi parola rischia di risultare insufficiente. Possiamo soltanto condividere il dolore delle famiglie, rispettare il silenzio e far sentire loro la vicinanza di una comunità che, pur ferita, resta unita. Non saranno lasciate sole e potranno contare sulla nostra solidarietà e sul nostro sostegno».
Pepe ha infine ricordato il forte legame dei tre fratelli con il territorio: «È una tragedia che provoca ancora più dolore perché parliamo di persone che conoscevamo e che erano conosciute e apprezzate da tutta la comunità. È difficile trovare parole per raccontare un momento così drammatico, improvviso e inconcepibile. Erano persone che hanno dato molto ad Apice, sia dal punto di vista sociale sia sotto il profilo economico, partecipando attivamente alla vita della comunità. In questo momento riesco soltanto a esprimere un profondo dolore e la mia vicinanza ai familiari e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerli».

