Si avvia verso una possibile richiesta di processo l’indagine nei confronti di un 33enne di Nocera Inferiore, fermato lo scorso 21 agosto dai Carabinieri e trovato in possesso di materiale potenzialmente utilizzabile per appiccare un incendio o compiere un’azione intimidatoria. La Procura di Nocera Inferiore ha concluso gli accertamenti: all’uomo, denunciato a piede libero, viene contestata una violazione della normativa in materia di armi, munizioni ed esplosivi. Restano però da chiarire le ragioni per cui avesse con sé quel materiale. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Nocera Inferiore, trovato con alcol, accendino e materiale pirotecnico: 33enne rischia il processo
L’episodio risale al 21 agosto, durante un’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri del Reparto territoriale. I militari fermarono e identificarono il 33enne, già noto agli uffici per precedenti procedimenti di diversa natura.
La successiva perquisizione portò al rinvenimento di diverso materiale che venne immediatamente sequestrato. Secondo quanto emerso dall’indagine, l’uomo aveva con sé una bottiglia già aperta contenente circa mezzo litro di alcol etilico denaturato di colore rosa, un accendino e due candele pirotecniche “a fontana”. Il materiale sarebbe stato nascosto all’interno di una maglia. Pur non trattandosi di armi, secondo gli investigatori quanto rinvenuto poteva essere utilizzato per innescare un incendio o per un’eventuale azione intimidatoria.
La Procura chiude le indagini
Uno dei punti rimasti senza chiarimento riguarda proprio il motivo per cui il 33enne avesse con sé quegli oggetti. Durante gli accertamenti, secondo quanto riportato, il giovane non avrebbe fornito spiegazioni in grado di chiarire la destinazione del materiale sequestrato. Dopo le formalità di rito, è stato denunciato a piede libero e iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Nocera Inferiore.
L’inchiesta nei suoi confronti è ora arrivata alla conclusione della fase investigativa. La chiusura delle indagini non equivale a una condanna, ma apre la strada alle successive determinazioni della Procura. Il 33enne potrà, nei termini previsti dalla legge, chiedere di essere interrogato oppure depositare memorie difensive per fornire la propria versione dei fatti.
L’eventuale processo potrebbe quindi servire anche a ricostruire il motivo del possesso di quel materiale. Allo stato, infatti, non è stato chiarito se vi fosse un obiettivo preciso né quale eventuale utilizzo fosse stato programmato. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.

