A Salerno torna protagonista Dante Alighieri con una mostra immersiva che invita a rileggere il Paradiso come viaggio di speranza e conoscenza. Dal 9 al 19 febbraio 2026, gli spazi del Museo Diocesano San Matteo, in Largo Plebiscito 12, ospiteranno l’esposizione multimediale “Il mio Paradiso. Dante profeta di speranza”, aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 15:00 e dalle 15:30 alle 18:30.
Il capitolo finale di un grande progetto culturale
La mostra rappresenta il terzo e ultimo atto di un percorso espositivo avviato nel 2024 con l’Inferno e proseguito nel 2025 con il Purgatorio. Il progetto, promosso dall’Associazione Artincore in collaborazione con Salerno Opera Impresa Sociale, conclude così la trilogia dedicata alla Divina Commedia.
Cuore dell’iniziativa è il dialogo tra i testi e le riflessioni del saggista e pedagogista Franco Nembrini e le potenti illustrazioni dell’artista Gabriele Dell’Otto, che traducono in immagini la forza simbolica e spirituale del Paradiso.
Un percorso sensoriale in 33 tappe
L’allestimento si sviluppa su oltre 600 metri quadrati e accompagna il visitatore in un itinerario multisensoriale articolato in 33 stazioni, una per ciascun canto del Paradiso. Attraverso illustrazioni, testi di approfondimento, proiezioni video ed effetti sonori, il pubblico viene guidato simbolicamente attraverso i nove cieli fino all’Empireo, cuore della visione dantesca.
L’esperienza è arricchita da contenuti audiovisivi realizzati da Mosaiko su testi di monsignor Martino Signoretto. Diverse voci narranti scandiscono il cammino: Beatrice rievoca il percorso di purificazione, San Francesco racconta la scelta radicale della povertà, mentre Dante stesso accompagna i visitatori verso la contemplazione finale.
Giovani protagonisti e valore educativo
Un elemento distintivo dell’esposizione è il coinvolgimento degli studenti del Convitto Nazionale “Torquato Tasso” – sede annessa Istituto Professionale F. Trani, che svolgono il ruolo di guide nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento. Un modo concreto per avvicinare le nuove generazioni alla Divina Commedia, non come testo distante, ma come strumento di crescita umana, culturale e spirituale.

