Cronaca

Montecorvino Pugliano, accusato di abusi sulla figlia disabile di 15 anni: braccialetto elettronico per il padre

Carla Castellano
Montecorvino Pugliano, accusato di abusi sulla figlia disabile di 15 anni: braccialetto elettronico per il padre
Foto di repertorio

Divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico per un uomo di 40 anni di Montecorvino Pugliano, indagato con l'accusa di aver abusato della figlia di 15 anni, affetta da disabilità, e per presunti maltrattamenti in famiglia. La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Domenico D'Agostino, che ha accolto solo parzialmente la richiesta avanzata dalla Procura, orientata invece verso la custodia cautelare in carcere. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino

Il provvedimento rappresenta un primo sviluppo dell'inchiesta avviata dopo la denuncia presentata dalla moglie dell'indagato. La donna, temendo ulteriori episodi, aveva deciso di abbandonare l'abitazione familiare insieme alle figlie, trovando temporaneamente ospitalità presso alcuni parenti.

Le indagini condotte dai carabinieri hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti rilevanti per l'ipotesi accusatoria, attraverso testimonianze e accertamenti sul telefono cellulare della minorenne.

I messaggi sul cellulare della quindicenne e le confidenze sulla paura del padre

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori figurano alcune conversazioni rinvenute sul telefono della ragazza, nelle quali la quindicenne si sarebbe confidata con un'altra persona, manifestando timore nei confronti del genitore.

I messaggi sono stati acquisiti nell'ambito degli accertamenti avviati dopo il racconto della madre, che aveva denunciato una situazione familiare caratterizzata, secondo la sua versione, da presunti episodi di abuso e maltrattamento.

Gli investigatori hanno inoltre raccolto diverse testimonianze per approfondire quanto segnalato e ricostruire le circostanze oggetto dell'inchiesta.

Dalle dichiarazioni acquisite sarebbe emerso anche un ulteriore elemento riguardante la figlia maggiore della coppia, che in passato avrebbe ricevuto dal padre attenzioni e contatti fisici ritenuti inappropriati.

Si tratta di circostanze ancora al vaglio degli inquirenti, sulle quali proseguono le verifiche necessarie a chiarire eventuali responsabilità.

La Procura aveva chiesto il carcere, il gip dispone una misura meno restrittiva

Sulla base degli elementi raccolti, il pubblico ministero aveva sollecitato l'applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti del quarantenne.

Il gip Domenico D'Agostino ha tuttavia optato per una misura meno afflittiva, disponendo il divieto di avvicinamento con controllo attraverso il braccialetto elettronico.

L'uomo dovrà quindi rispettare le prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria, mentre il dispositivo elettronico consentirà di monitorare il rispetto della misura.

La decisione è intervenuta nella fase delle indagini preliminari e non costituisce un accertamento definitivo delle accuse, per le quali resta ferma la presunzione di innocenza.

La madre e le figlie potranno tornare nell'abitazione familiare

Una delle conseguenze del provvedimento riguarda la possibilità, per la moglie dell'indagato e per le figlie, di fare ritorno nella casa dalla quale si erano allontanate dopo la denuncia.

La donna aveva infatti scelto di trasferirsi temporaneamente presso alcuni familiari, preoccupata per la situazione che si sarebbe verificata tra le mura domestiche.

Con l'applicazione della misura cautelare, la madre e le ragazze potranno rientrare nella propria abitazione, mentre il quarantenne sarà tenuto a osservare il divieto stabilito dal giudice.

Coinvolti anche i servizi sociali e il Tribunale per i minorenni

L'inchiesta ha interessato diversi componenti del nucleo familiare. Durante gli accertamenti, i carabinieri hanno ascoltato anche il figlio maggiore della coppia, raccogliendo ulteriori informazioni sul contesto domestico.

Della vicenda sono stati informati anche i servizi sociali e il Tribunale per i minorenni, in considerazione della situazione che coinvolge la quindicenne e gli altri figli.

Tra gli aspetti esaminati dagli investigatori figurano inoltre presunte problematiche familiari collegate all'alcol e alla droga, sulle quali non risultano ancora accertamenti definitivi.

La misura disposta dal gip rappresenta dunque un passaggio cautelare dell'indagine, che dovrà chiarire la fondatezza delle accuse e ricostruire gli episodi denunciati dalla madre della minorenne.

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