Cronaca

Mense scolastiche a Salerno, dimezzati i piatti con carne di maiale: da sei a tre nel nuovo menù, ecco cosa cambia

Carla Castellano
Mense scolastiche a Salerno, dimezzati i piatti con carne di maiale: da sei a tre nel nuovo menù, ecco cosa cambia

Meno carne di maiale e prosciutto cotto nei menù delle mense scolastiche del Comune di Salerno. Il confronto tra le tabelle alimentari dell'anno scolastico 2025/2026 e quelle adottate all'inizio del 2026/2027 evidenzia una riduzione del 50% dei secondi piatti a base di carne suina, passati da sei a tre nell'arco di cinque settimane. Una modifica che riguarda il servizio di refezione gestito dalla società Vivenda e sulla quale resta da chiarire se abbiano inciso esclusivamente ragioni nutrizionali e di programmazione alimentare oppure altri criteri.

La carne di maiale, tuttavia, non è stata eliminata dalle mense cittadine. Continua a comparire nelle preparazioni previste per gli alunni, seppure con una frequenza inferiore rispetto al precedente menù autunno-inverno. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino

Mense scolastiche a Salerno, cosa cambia nei nuovi menù

Analizzando la distribuzione dei secondi piatti, emergono differenze precise. Nell'anno scolastico 2025/2026 erano previste tre preparazioni a base di carne suina fresca: arista al latte, scaloppina agli aromi e arista con olio e limone. Nel nuovo ciclo compare invece soltanto la lonza di suino, con una riduzione di due terzi delle preparazioni di questa categoria.

Diminuisce anche la presenza del prosciutto cotto, che passa da tre a due occasioni nell'arco delle cinque settimane considerate. Complessivamente, quindi, le pietanze servite come secondo piatto e contenenti carne suina o prosciutto passano da sei a tre. Il prodotto continua comunque a essere utilizzato anche come ingrediente di altre ricette.

La variazione riguarda la frequenza delle preparazioni, non un divieto di somministrazione. Per comprendere pienamente le ragioni del cambiamento sarebbe necessario conoscere i criteri adottati nella definizione delle nuove tabelle alimentari.

Diete religiose e menù alternativi: cosa prevede il regolamento comunale

La riduzione della carne suina arriva in un periodo nel quale, a livello nazionale, è tornato il confronto sul rapporto tra tradizioni gastronomiche e inclusione nelle scuole.

A Salerno, però, non risultano elementi che colleghino la modifica dei menù a motivazioni religiose o alla presenza di studenti di differenti nazionalità. Il regolamento comunale della refezione scolastica prevede già la possibilità per le famiglie di richiedere pasti differenti per ragioni etiche o religiose. In particolare, l'articolo 12, lettera c), disciplina la disponibilità di menù alternativi su richiesta.

Esiste dunque una procedura che consente di rispondere alle specifiche esigenze alimentari degli alunni senza modificare necessariamente le preparazioni destinate alla generalità degli studenti.

Rotazione stagionale e controlli dell'ASL sui pasti

Un altro elemento da considerare riguarda la programmazione del servizio. L'articolo 11 del regolamento comunale stabilisce una rotazione stagionale delle pietanze articolata su cicli di quattro o cinque settimane, con la validazione del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell'ASL.

La diversa presenza di alcune preparazioni potrebbe quindi rientrare anche nelle scelte di composizione dei menù, ma al momento non sono state indicate motivazioni specifiche per la riduzione della carne suina.

Per stabilire se si tratti di un cambiamento strutturale oppure di una diversa distribuzione stagionale, sarà necessario valutare l'intera programmazione alimentare.

Il dibattito nazionale sulle tradizioni alimentari nelle scuole

La questione richiama quanto avvenuto a Pordenone, dove la decisione di eliminare il prosciutto dai menù scolastici, collegata al rispetto delle esigenze degli studenti musulmani, ha provocato un confronto pubblico.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito ha criticato quella scelta, sostenendo la necessità di preservare le tradizioni gastronomiche italiane. Una posizione riferita al caso di Pordenone, che non può essere automaticamente estesa alla situazione delle mense salernitane.

Nel capoluogo, infatti, il dato attualmente disponibile riguarda esclusivamente la diminuzione delle preparazioni contenenti carne suina. Non sono note decisioni dell'amministrazione che attribuiscano tale modifica a ragioni culturali o religiose.

Il confronto tra i due anni scolastici apre piuttosto una questione sulla composizione dei pasti, sull'equilibrio nutrizionale e sulla trasparenza delle scelte alimentari. Aspetti che interessano direttamente le famiglie e che potranno essere chiariti attraverso le indicazioni del Comune e del gestore del servizio di refezione.

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