Matrimonio in carcere a Salerno: Giovanni Limata e Sara Clemente uniti cinque anni dopo il delitto di Aldo Gioia avvenuto ad Avellino il 23 aprile del 2021.
Sara Clemente, protagonista della vicenda, era appena maggiorenne al tempo dei fatti. La sua relazione con Limata non è mai stata accettata dai suoi genitori, culminando in scontri fisici tra Limata e il padre di Sara. Il rapporto tormentato si riflette anche in un presunto tentativo di suicidio da parte di Limata.
La sera dell'omicidio, Sara e sua madre Sonia Guerriero si recarono in auto ad Avellino. Al ritorno, dopo il delitto, portarono Limata sconvolto a casa dei suoi genitori a Cervinara. Un dettaglio emerso durante le udienze riguarda un countdown comparso sullo stato WhatsApp di Limata nei giorni precedenti; sia Sara sia la madre lo notarono ma non chiesero spiegazioni.
Tre mesi dopo, l'11 luglio 2021, Sara contattò la Questura di Avellino, autoincolpandosi del delitto e cercando di scagionare Limata. Tuttavia, la sua confessione non fu mai formalizzata e non le fu creduto. Durante il processo, Sara ha ammesso di sapere delle intenzioni di Limata prima del delitto, ma successivamente ha affermato di non ricordare.
Questo matrimonio segna un evento significativo per la cronaca di Avellino, ricordando i due protagonisti: l'uomo accusato dell'omicidio di Aldo Gioia e la donna che lo riportò a casa quella notte.
Matrimonio in carcere a Salerno: Giovanni Limata e Sara Clemente uniti cinque anni dopo il delitto di Aldo Gioia
Il 30 giugno 2026 Giovanni Limata ha ufficializzato il suo matrimonio con Sara Clemente, nonostante sia detenuto nella casa circondariale di Salerno per l'omicidio di Aldo Gioia avvenuto ad Avellino il 23 aprile 2021. Oltre alla condanna vigente, Limata è coinvolto in un nuovo procedimento giudiziario riguardante il traffico di cellulari tra i detenuti dell'istituto "Antimo Graziano" di Avellino, con un'udienza preliminare fissata per il 3 dicembre. L'avvocato Rolando Iorio continuerà a difenderlo.Sara Clemente, protagonista della vicenda, era appena maggiorenne al tempo dei fatti. La sua relazione con Limata non è mai stata accettata dai suoi genitori, culminando in scontri fisici tra Limata e il padre di Sara. Il rapporto tormentato si riflette anche in un presunto tentativo di suicidio da parte di Limata.
La sera dell'omicidio, Sara e sua madre Sonia Guerriero si recarono in auto ad Avellino. Al ritorno, dopo il delitto, portarono Limata sconvolto a casa dei suoi genitori a Cervinara. Un dettaglio emerso durante le udienze riguarda un countdown comparso sullo stato WhatsApp di Limata nei giorni precedenti; sia Sara sia la madre lo notarono ma non chiesero spiegazioni.
Tre mesi dopo, l'11 luglio 2021, Sara contattò la Questura di Avellino, autoincolpandosi del delitto e cercando di scagionare Limata. Tuttavia, la sua confessione non fu mai formalizzata e non le fu creduto. Durante il processo, Sara ha ammesso di sapere delle intenzioni di Limata prima del delitto, ma successivamente ha affermato di non ricordare.
Questo matrimonio segna un evento significativo per la cronaca di Avellino, ricordando i due protagonisti: l'uomo accusato dell'omicidio di Aldo Gioia e la donna che lo riportò a casa quella notte.

