La Campania è la regione con il maggior numero di illegalità lungo le coste italiane. A dirlo è il report “Mare Monstrum 2025” di Legambiente, che fotografa una situazione ancora critica tra abusivismo edilizio, scarichi illeciti, inquinamento, violazioni del demanio e irregolarità legate alla navigazione.
Nel corso del 2025 sono stati registrati in Campania 4.002 reati accertati e 4.744 illeciti amministrativi, per un totale di 8.746 violazioni. Una media che sfiora i 30 illeciti al giorno. Le attività di controllo hanno portato a 4.087 persone denunciate, 35 arresti e 1.094 sequestri.
Il peso dell’abusivismo edilizio sulle coste campane
Uno dei dati più preoccupanti riguarda la filiera del cemento illegale. Tra costruzioni abusive, occupazioni non autorizzate del demanio marittimo e irregolarità nella gestione delle cave, la Campania si conferma in testa alla classifica nazionale.
Nel settore sono stati accertati 1.166 reati, pari al 18,8% del totale nazionale. Le sanzioni amministrative sono state 2.129, mentre il valore complessivo di sequestri e sanzioni supera i 13 milioni di euro. Le persone denunciate per violazioni legate all’abusivismo sono state 1.386, con 197 sequestri effettuati.
Per Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, i numeri raccontano un vero assedio alle coste, soprattutto da parte del cemento. L’associazione chiede un rafforzamento delle demolizioni degli immobili abusivi, lo stop a nuovi condoni e un ruolo più incisivo da parte di Comuni, Regione e Arpa.
Scarichi abusivi e depurazione, la Campania resta in sofferenza
Accanto al cemento illegale, il dossier evidenzia il peso dell’inquinamento idrico. La Campania è prima anche per reati legati al mare inquinato e agli scarichi fuorilegge, con 1.655 reati accertati, pari al 22,6% del totale italiano.
Le indagini in questo ambito hanno portato a 1.516 denunce, 33 arresti e 877 sequestri. A questi dati si aggiungono le violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto: 2.584 illeciti complessivi, di cui 1.750 amministrativi e 834 penali, con sanzioni per 71.281 euro.
Il quadro che emerge è quello di un patrimonio marino e costiero sottoposto a una pressione costante, tra abusi, carenze nella depurazione, smaltimenti illeciti e gestione non sempre corretta delle attività lungo il litorale.
Il ricordo di Angelo Vassallo
La pubblicazione della ventottesima edizione del dossier coincide con il sedicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica.
La ricorrenza sarà ricordata sabato 5 settembre ad Acciaroli, durante un incontro promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente. All’appuntamento parteciperanno il sindaco Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente regionale Mariateresa Imparato. Nel corso dell’evento sarà assegnato anche il Premio Angelo Vassallo, destinato alle amministrazioni locali che si sono distinte nella tutela dell’ambiente.
Le proposte di Legambiente
Per contrastare le illegalità ambientali, Legambiente indica una serie di interventi prioritari. Tra questi ci sono il rafforzamento delle demolizioni degli abusi edilizi, il rifinanziamento dei fondi per gli abbattimenti, una maggiore tutela del demanio marittimo e sanzioni più severe per chi non applica le norme anti-abusivismo.
L’associazione chiede inoltre di ammodernare fognature e depuratori, incentivare il riuso delle acque reflue, migliorare la gestione dei rifiuti nei porti, contrastare il littering e potenziare i controlli del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.
Un capitolo specifico riguarda anche la pesca illegale, per la quale Legambiente sollecita misure più rigorose contro le attività non dichiarate e non regolamentate.
Il messaggio del dossier è chiaro: la tutela del mare non può limitarsi agli interventi emergenziali, ma richiede controlli, prevenzione, investimenti e una strategia stabile contro le illegalità che continuano a colpire le coste campane.

