Una notevole concentrazione di meduse della specie Cotylorhiza tuberculata, comunemente nota come "medusa uovo fritto" o Cassiopea, è stata registrata lungo il litorale del Cilento.
Le prime segnalazioni, partite dai mari di Agropoli, si sono estese rapidamente verso le località meridionali della costa, interessando in particolar modo lo specchio d'acqua di Palinuro e Marina di Camerota, dove bagnanti e diportisti hanno osservato diversi esemplari affioranti.
Gli esperti rassicurano sulla sostanziale innocuità della specie: la Cassiopea possiede infatti un potere urticante quasi nullo, capace al massimo di generare un lieve pizzicore nei soggetti dalla pelle particolarmente sensibile.
La proliferazione osservata tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno rappresenta un fenomeno del tutto naturale, favorito dalle acque calde, dai fondali bassi e dalle insenature riparate tipiche della costa cilentana. Si raccomanda comunque di non rimuovere né danneggiare gli esemplari, utili all'ecosistema marino locale come rifugio per la fauna ittica di piccola taglia.
Le prime segnalazioni, partite dai mari di Agropoli, si sono estese rapidamente verso le località meridionali della costa, interessando in particolar modo lo specchio d'acqua di Palinuro e Marina di Camerota, dove bagnanti e diportisti hanno osservato diversi esemplari affioranti.
Cilento, avvistate numerose meduse "uovo fritto" da Agropoli fino a Palinuro
L'organismo marina, caratterizzato da un ombrello giallastro con una protuberanza centrale scura e privo dei classici tentacoli lunghi e sottili, è una specie del tutto autoctona del Mar Mediterraneo.Gli esperti rassicurano sulla sostanziale innocuità della specie: la Cassiopea possiede infatti un potere urticante quasi nullo, capace al massimo di generare un lieve pizzicore nei soggetti dalla pelle particolarmente sensibile.
La proliferazione osservata tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno rappresenta un fenomeno del tutto naturale, favorito dalle acque calde, dai fondali bassi e dalle insenature riparate tipiche della costa cilentana. Si raccomanda comunque di non rimuovere né danneggiare gli esemplari, utili all'ecosistema marino locale come rifugio per la fauna ittica di piccola taglia.

