L'Associazione delle Vittime della Strada interviene a seguito dell'incidente mortale avvenuto nella mattinata odierna domenica 23 agosto a Capaccio Paestum nella quale ha perso la vita Fabio Barlotti di 33 anni: "Le istituzioni devono prevenire, non limitarsi al cordoglio".
«Il Cilento piange ancora una vittima e dobbiamo chiederci quante altre persone dovranno morire prima che si intervenga concretamente», sottolinea Astone, ricordando anche quanto accaduto nei giorni scorsi sulla Cilentana, dove in soli sei giorni hanno perso la vita Luigi Viscovo e Gianluigi Maltese. «Due vittime sulla stessa strada a distanza di pochi giorni e oggi un’altra famiglia è stata colpita da una tragedia».
«Non possiamo attribuire automaticamente ogni incidente alle condizioni della strada – precisa Astone – perché sarà necessario accertare le dinamiche di ciascun episodio. Ma prevenzione, manutenzione, sicurezza delle infrastrutture, controlli e vigilanza rientrano senza dubbio nelle responsabilità delle istituzioni».
Da qui la richiesta rivolta agli enti competenti: «Quando una strada diventa ripetutamente teatro di incidenti mortali, chi ha responsabilità istituzionali deve domandarsi se le misure adottate siano davvero adeguate. Non bisogna aspettare un’altra vittima. Occorre agire subito».
L’AIFVS APS sollecita quindi «un controllo straordinario delle condizioni di sicurezza della Cilentana e della SS18», concentrandosi in particolare «sui punti maggiormente problematici, sulle gallerie, sulla segnaletica, sull’illuminazione, sulla manutenzione e sulle attività di controllo».
«Servono dati concreti, scadenze precise e responsabilità definite – aggiunge Astone –. Chiediamo ad ANAS, Prefettura, Regione, Provincia, Comuni, Forze dell’Ordine e a tutti gli organismi coinvolti di mettere in campo interventi reali».
Infine, l’appello alle istituzioni: «La sicurezza stradale non può diventare una priorità soltanto quando c’è da accompagnare un’altra ambulanza o un altro feretro. Non limitatevi a partecipare ai funerali. Intervenite prima, andate sulle strade, verificate le condizioni, controllate e prevenite». «Il livello di sicurezza stradale non si valuta contando i messaggi di cordoglio, ma considerando quante vite si riescono concretamente a proteggere».
Incidente mortale a Capaccio Paestum, l’associazione delle Vittime della Strada: «Le istituzioni devono prevenire, non limitarsi al cordoglio»
«Per l’AIFVS APS non è più sufficiente esprimere soltanto vicinanza alle famiglie». È quanto afferma Teresa Astone dell’AIFVS APS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, intervenendo dopo il drammatico incidente costato la vita a Fabio Barlotti, 33 anni, deceduto questa mattina sulla SS18, nei pressi di Spinazzo, nel territorio di Capaccio Paestum. Nell’incidente altre tre persone sono rimaste ferite.«Il Cilento piange ancora una vittima e dobbiamo chiederci quante altre persone dovranno morire prima che si intervenga concretamente», sottolinea Astone, ricordando anche quanto accaduto nei giorni scorsi sulla Cilentana, dove in soli sei giorni hanno perso la vita Luigi Viscovo e Gianluigi Maltese. «Due vittime sulla stessa strada a distanza di pochi giorni e oggi un’altra famiglia è stata colpita da una tragedia».
«Non possiamo attribuire automaticamente ogni incidente alle condizioni della strada – precisa Astone – perché sarà necessario accertare le dinamiche di ciascun episodio. Ma prevenzione, manutenzione, sicurezza delle infrastrutture, controlli e vigilanza rientrano senza dubbio nelle responsabilità delle istituzioni».
Da qui la richiesta rivolta agli enti competenti: «Quando una strada diventa ripetutamente teatro di incidenti mortali, chi ha responsabilità istituzionali deve domandarsi se le misure adottate siano davvero adeguate. Non bisogna aspettare un’altra vittima. Occorre agire subito».
L’AIFVS APS sollecita quindi «un controllo straordinario delle condizioni di sicurezza della Cilentana e della SS18», concentrandosi in particolare «sui punti maggiormente problematici, sulle gallerie, sulla segnaletica, sull’illuminazione, sulla manutenzione e sulle attività di controllo».
«Servono dati concreti, scadenze precise e responsabilità definite – aggiunge Astone –. Chiediamo ad ANAS, Prefettura, Regione, Provincia, Comuni, Forze dell’Ordine e a tutti gli organismi coinvolti di mettere in campo interventi reali».
Infine, l’appello alle istituzioni: «La sicurezza stradale non può diventare una priorità soltanto quando c’è da accompagnare un’altra ambulanza o un altro feretro. Non limitatevi a partecipare ai funerali. Intervenite prima, andate sulle strade, verificate le condizioni, controllate e prevenite». «Il livello di sicurezza stradale non si valuta contando i messaggi di cordoglio, ma considerando quante vite si riescono concretamente a proteggere».

