Cronaca

Inchiesta piazza della Libertà a Salerno, la prescrizione estingue le accuse per De Luca e altri 24 imputati

Occhio di Salerno
Inchiesta piazza della Libertà a Salerno, la prescrizione estingue le accuse per De Luca e altri 24 imputati
Piazza della Libertà

Si chiude per decorrenza dei termini il procedimento penale legato alla delibera di variante da oltre otto milioni di euro per il cantiere della nota area fronte mare a Salerno. I giudici della prima Sezione Penale, sotto la presidenza di Rosa Caccavale, hanno sancito il proscioglimento per venticinque dei ventisei soggetti coinvolti nella vicenda come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Tra i profili interessati figurano il primo cittadino Vincenzo De Luca, i membri della sua compagine di governo locale in carica nel 2011, insieme a professionisti tecnici e figure imprenditoriali. L'unico a scegliere di proseguire il dibattimento nel merito, rifiutando l'estinzione del reato, risulta essere l'ex assessore Gerardo Calabrese, assistito dal legale Francesco Saverio D'Ambrosio. Nel collegio difensivo figurano inoltre gli avvocati Lucio Basco, Andrea Castaldo, Cecchino Cacciatore, Giovanni Falci e Arnaldo Franco.

Inchiesta piazza della Libertà a Salerno, prescrizione per De Luca

La vicenda trae origine dal provvedimento approvato il 16 febbraio 2011 dalla giunta salernitana, con cui fu destinata un'ulteriore somma all'impresa Esa Costruzioni per far fronte a criticità idrogeologiche legate alla presenza di acqua e alla deviazione del torrente Fusandola. Un quadro motivazionale che la magistratura inquirente aveva contestato, ipotizzando che la somma fosse servita a coprire sviste progettuali originarie.

L'indagine, culminata nelle contestazioni di falso in atto pubblico, turbativa d'asta e peculato, aveva portato al rinvio a giudizio nel 2016 per esponenti quali Eva Avossa, Mimmo De Maio, Ermanno Guerra, Luca Cascone, Aniello Fiore, Vincenzo Maraio, Franco Picarone, Alfonso Bonaiuto e Augusto De Pascale. Insieme a loro figuravano anche Alberto Di Lorenzo, Mario Del Mese, Vincenzo Lamberti, Paolo Baia, Domenico Barletta, Lorenzo Criscuolo, Antonio Ragusa, Sergio Delle Femine, Marta Santoro, Enrico e Armando Esposito, Gilberto Belcore, Salvatore De Vita, Antonio Fiengo e Patrizia Lotti. Il percorso dibattimentale, rallentato da complessi accertamenti peritali e dalle sospensioni dell'era pandemica, si è così arrestato prima dell'emissione di una sentenza di primo grado.

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