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Imu e Tari, dal 2027 cambiano le sanzioni: nuove regole per dichiarazioni omesse o errate

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Alessia Benincasa08/28/2026
Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore nuove disposizioni per Imu e Tari. In particolare, saranno ridotte alcune penalità previste per chi non presenta la dichiarazione oppure comunica informazioni non corrette. Il decreto introduce anche nuove modalità per regolarizzare spontaneamente la propria posizione e interviene sulle scadenze relative ad alcune comunicazioni.

Imu e Tari, dal 2027 cambiano le sanzioni: nuove regole per dichiarazioni omesse o errate

A partire dal 2027 verranno quindi modificate le norme applicabili a chi omette la dichiarazione Imu o Tari o la presenta indicando dati inesatti. Si tratta di imposte locali versate ai Comuni e legate rispettivamente al possesso degli immobili e alla produzione o detenzione di rifiuti: l’Imposta Municipale Propria e la Tassa sui Rifiuti. Per alcune violazioni le sanzioni saranno inferiori rispetto a quelle attualmente previste.

Le novità sono contenute nel decreto legislativo del 7 agosto 2026, che interviene su diversi aspetti della fiscalità regionale e locale. Le nuove disposizioni sulle sanzioni saranno operative dal 1° gennaio 2027 e riguarderanno esclusivamente le violazioni commesse da quella data. Di conseguenza, non sarà determinante il momento in cui verrà effettuato un eventuale controllo, ma la data in cui è stata commessa l’irregolarità.

Per l’omessa dichiarazione Imu, dal 2027 la sanzione sarà fissata al 100% dell’imposta non versata, con un importo minimo di 50 euro. Attualmente, invece, la penalità può oscillare tra il 100 e il 200% del tributo non pagato.

Interviene una riduzione anche sulle dichiarazioni infedeli, ovvero quelle presentate con informazioni errate che determinano un’imposta inferiore rispetto a quella effettivamente dovuta. La sanzione passerà dall’attuale percentuale compresa tra il 50 e il 100% al 40% del tributo non versato, mantenendo anche in questo caso un minimo di 50 euro.

Le medesime percentuali saranno applicate alla Tari: dal 2027 l’omessa dichiarazione comporterà una sanzione pari al 100% del tributo non versato, mentre per la dichiarazione infedele sarà prevista una penalità del 40%, con un minimo di 50 euro. Le stesse misure interesseranno anche l’imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno.

Sanzioni Imu e Tari: quanto cambiano

Un aspetto fondamentale riguarda l’applicazione nel tempo delle nuove norme. Le sanzioni introdotte dal decreto non saranno applicate automaticamente a tutti gli accertamenti effettuati dal 2027. Le nuove percentuali varranno infatti soltanto per le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027 in avanti. Per le irregolarità precedenti continueranno a trovare applicazione le disposizioni attualmente in vigore.

Il provvedimento amplia inoltre le possibilità di ricorrere al ravvedimento, cioè alla regolarizzazione spontanea attraverso il pagamento del tributo dovuto, degli interessi e della sanzione in misura ridotta.

Dal 1° gennaio 2027 la disciplina del ravvedimento verrà estesa anche ai tributi locali. In particolare, non costituirà più, in via generale, un ostacolo alla regolarizzazione il fatto che la violazione sia stata constatata oppure che siano già iniziate attività di accesso, ispezione o verifica. Resterà invece il limite rappresentato dalla notifica degli atti di liquidazione e di accertamento. In sostanza, l’avvio di un controllo non impedirà automaticamente al contribuente di ricorrere al ravvedimento per i tributi comunali, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla nuova normativa.

Viene inoltre prevista la possibilità di un ravvedimento parziale: il contribuente potrà quindi sistemare un versamento anche attraverso più regolarizzazioni, purché vengano rispettati i termini stabiliti dalla legge.

Nessun effetto retroattivo per le violazioni precedenti al 2027

Cambieranno anche le modalità di presentazione della dichiarazione Imu. Il nuovo sistema prevede l’invio esclusivamente telematico, secondo procedure che saranno definite da un apposito decreto del Ministero dell’Economia.

Rimane invariata la scadenza del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una modifica rilevante ai fini dell’imposta. La dichiarazione continuerà a produrre effetti anche negli anni successivi, a condizione che non intervengano cambiamenti nei dati che determinano l’ammontare dell’Imu.

Il nuovo modello consentirà inoltre di dichiarare la presenza dei requisiti necessari per usufruire di determinate agevolazioni. Sarà poi il decreto ministeriale a individuare le circostanze nelle quali sarà obbligatorio presentare la dichiarazione. Fino a quando il nuovo modello non sarà operativo, continueranno a essere validi quelli attualmente in uso.

Dichiarazione Imu: dal 2027 solo online

Per quanto riguarda la Tari, viene modificato un termine particolarmente rilevante per chi cambia abitazione, prende un immobile in locazione o modifica la propria situazione relativa all’occupazione dei locali.

La dichiarazione relativa all’inizio del possesso o della detenzione degli spazi, così come quella riferita alle successive variazioni, dovrà essere trasmessa entro 90 giorni dal momento in cui prende avvio il possesso o la detenzione oppure dalla data in cui si verifica il cambiamento.

Tari: confermato il termine di 90 giorni

Il decreto interviene anche su una situazione più specifica, relativa alle controversie sulla rendita catastale. Nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate modifichi la rendita di un immobile e il proprietario presenti ricorso davanti alla giustizia tributaria, il Comune potrà procedere all’accertamento dell’eventuale maggiore Imu derivante dalla differenza tra la rendita proposta e quella successivamente rettificata.

L’accertamento potrà essere effettuato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la sentenza relativa alla controversia catastale sarà diventata definitiva. In tale circostanza saranno dovuti esclusivamente gli interessi legali.

La norma considera anche l’eventualità inversa, ossia il caso in cui il contribuente abbia versato una somma superiore a quella dovuta. In questa situazione sarà possibile richiedere il rimborso, che il Comune dovrà effettuare entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Modificate anche le sanzioni sui rifiuti conferiti in discarica

Il decreto legislativo modifica infine alcune penalità relative al deposito dei rifiuti. L’intervento riguarda il tributo speciale applicato al conferimento dei rifiuti solidi nelle discariche e negli impianti di incenerimento privi di recupero energetico.

Per l’omessa o infedele registrazione delle operazioni viene eliminato l’attuale intervallo sanzionatorio compreso tra il 200 e il 400%. Le nuove disposizioni stabiliscono una penalità del 200% per la mancata registrazione e del 150% per la registrazione effettuata in modo non corretto. Viene inoltre convertito in euro l’importo della sanzione prevista per l’omessa dichiarazione o per una dichiarazione contenente dati inesatti, che sarà compresa tra 100 e 500 euro.
#Tari

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