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Impennata del gas in vista dell’inverno: le bollette potrebbero aumentare fino al 60%. Le stime sui costi

Alessia Benincasa
Impennata del gas in vista dell’inverno: le bollette potrebbero aumentare fino al 60%. Le stime sui costi
Le tensioni geopolitiche e l’arrivo del freddo alimentano la crescita dei prezzi: le famiglie rischiano di spendere molto di più, mentre per i clienti vulnerabili i rincari sono già scattati a settembre.

Impennata del gas in vista dell’inverno: le bollette potrebbero aumentare fino al 60%. Le stime sui costi

Il mercato del gas ha raggiunto nuovamente i valori più elevati dal 14 settembre e la crescita del costo della materia prima potrebbe provocare aumenti fino al 60% per le bollette delle abitazioni riscaldate a gas, secondo le valutazioni riportate da La Stampa. Le proiezioni elaborate dal centro studi Ecco prospettano una stagione invernale particolarmente onerosa. Sulla borsa olandese, i contratti futures relativi alle forniture di novembre hanno terminato le contrattazioni del 12 ottobre a 82,6 euro per megawattora, dopo aver raggiunto durante la giornata un picco di 83,2 euro.

Nel novembre 2025, le quotazioni del gas si attestavano intorno ai 30 euro per megawattora. Nell’arco di dodici mesi, il valore della materia prima è quindi aumentato del 161%. Le analisi di Ecco evidenziano che una crescita di circa 50 euro per megawattora tra novembre 2025 e novembre 2026 potrebbe comportare, per un’utenza domestica, un aumento della spesa compreso tra il 50% e il 60%.

Alla base dell’impennata vengono individuate le tensioni in Medio Oriente, la guerra in Ucraina e le previsioni di un inverno più freddo in Europa. A peggiorare ulteriormente la situazione contribuisce anche un’interruzione imprevista delle attività nell’impianto norvegese di Karsto, che determina una riduzione delle disponibilità sul mercato pari a 5 milioni di metri cubi di gas quotidiani.

Sul fronte delle riserve, l’Italia presenta una situazione relativamente favorevole rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea: gli stoccaggi nazionali sfiorano il 90%, a fronte di una media europea del 73%. La criticità principale, dunque, non riguarda la disponibilità fisica della risorsa, quanto piuttosto il suo costo elevato.

Francesca Andreolli, responsabile del settore Energia presso Ecco, sottolinea l’importanza di adottare ogni possibile intervento per contenere i consumi. La necessità di risparmiare, spiega, non deriva dalla prospettiva di rimanere senza forniture, ma dall’instabilità delle quotazioni, condizionata dalla dipendenza energetica dall’estero e da un mercato ormai caratterizzato da dinamiche internazionali.

L’effetto degli aumenti sui conti delle famiglie dipende anche dalle diverse componenti che formano la fattura energetica. Andreolli chiarisce che all’incirca il 50% dell’importo complessivo riguarda il gas acquistato, mentre la quota restante comprende i costi per le reti, gli oneri generali e le imposte, tra cui accise e Iva. Le oscillazioni dei mercati si riflettono principalmente sulla componente energetica prevista dai contratti, mentre le altre voci non variano seguendo direttamente l’andamento del Ttf.

Bollette ai massimi storici per i clienti vulnerabili già a settembre

Le organizzazioni che tutelano i consumatori osservano che la nuova ondata di rincari arriva dopo la conclusione del regime di mercato tutelato. Massimiliano Dona, alla guida dell’Unione nazionale consumatori, evidenzia che già nel mese di settembre la tariffa del gas stabilita da Arera per gli utenti vulnerabili aveva raggiunto il livello più elevato mai registrato, risultando più alta del 7,1% rispetto al precedente primato del dicembre 2022.

Secondo Dona, questo record non è riconducibile esclusivamente all’aumento della materia prima, ma anche alla mancata conferma delle agevolazioni varate durante il governo Draghi, tra cui l’eliminazione degli oneri generali di sistema e l’applicazione dell’Iva agevolata al 5%.

Per un nucleo familiare con un consumo annuo di 1.100 metri cubi di gas, il presidente dell’associazione stima una spesa pari a 1.782 euro all’anno, definendola un costo particolarmente pesante per il bilancio domestico. A tale importo vanno sommati altri 869 euro per l’energia elettrica. La spesa complessiva annuale per entrambe le utenze arriverebbe così a 2.651 euro per famiglia.
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