La Procura di Nocera Inferiore ha inferto un colpo durissimo alla rete dei "furbetti" dell'edilizia, portando a processo 13 persone accusate di aver svuotato le casse pubbliche attraverso il meccanismo degli incentivi green. Il Gup ha dato il via libera al dibattimento, che inizierà a giugno, per un'indagine che ha scoperchiato un sistema di truffe e autoriciclaggio ramificato in tutta la provincia di Salerno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Tra aziende e privati, il fascicolo conta oltre 70 capi d'imputazione, delineando un quadro di illegalità sistematica che ha trasformato i decreti per l'efficienza energetica in una miniera d'oro illegittima.
Attraverso falsi sconti in fattura e cessioni di credito a Poste Italiane, gli imputati riuscivano a incassare decine di migliaia di euro. Una volta ottenuta la liquidità, il denaro veniva fatto sparire attraverso una rete di conti correnti "di comodo" per ostacolare i tracciamenti, facendo scattare anche la pesante accusa di autoriciclaggio.
Non solo edilizia: le fiamme gialle hanno scoperto che la spregiudicatezza del gruppo non si fermava ai bonus casa. Parallelamente alle frodi energetiche, sono emersi numerosi casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza, ottenuto da soggetti che non ne avevano alcun diritto.
Mentre giugno segnerà l'inizio del processo ordinario, il Tribunale dovrà decidere anche su 17 richieste di patteggiamento per altrettanti coinvolti che hanno scelto di ammettere le proprie responsabilità. La sentenza di giugno promette di fare chiarezza su uno dei capitoli più opachi della gestione dei fondi pubblici nel territorio salernitano.
Tra aziende e privati, il fascicolo conta oltre 70 capi d'imputazione, delineando un quadro di illegalità sistematica che ha trasformato i decreti per l'efficienza energetica in una miniera d'oro illegittima.
Il Superbonus finisce sotto scacco a Nocera
Il cuore dell'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza tra il 2021 e il 2022, riguarda crediti d'imposta creati dal nulla. Il meccanismo era tanto semplice quanto audace: venivano presentate fatture per lavori di ristrutturazione mai avviati, spesso su immobili di cui gli indagati non erano nemmeno proprietari.Attraverso falsi sconti in fattura e cessioni di credito a Poste Italiane, gli imputati riuscivano a incassare decine di migliaia di euro. Una volta ottenuta la liquidità, il denaro veniva fatto sparire attraverso una rete di conti correnti "di comodo" per ostacolare i tracciamenti, facendo scattare anche la pesante accusa di autoriciclaggio.
Non solo edilizia: le fiamme gialle hanno scoperto che la spregiudicatezza del gruppo non si fermava ai bonus casa. Parallelamente alle frodi energetiche, sono emersi numerosi casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza, ottenuto da soggetti che non ne avevano alcun diritto.
Mentre giugno segnerà l'inizio del processo ordinario, il Tribunale dovrà decidere anche su 17 richieste di patteggiamento per altrettanti coinvolti che hanno scelto di ammettere le proprie responsabilità. La sentenza di giugno promette di fare chiarezza su uno dei capitoli più opachi della gestione dei fondi pubblici nel territorio salernitano.

