La formazione all'ospedale Monaldi di Napoli, dopo il caso della morte di Domenico Caliendo, è finita al vaglio della Procura: i documenti del progetto "Sportello Amico Trapianti" potrebbero essere presto acquisiti dagli inquirenti. Lo riporta Il Mattino.
Secondo le ricostruzioni, questa delibera – insieme ad altri documenti relativi alla pianificazione e al controllo strategico all’interno degli ospedali – potrebbe finire sotto l’attenzione della Procura. Non perché emerga un sospetto di reato, ma perché essa coinvolge anche aspetti correlati alla formazione di medici e paramedici del Monaldi. Proprio la formazione è una delle questioni cruciali legate all’utilizzo del controverso dispositivo Paragonix, un contenitore termico avanzato usato per il trasporto di organi destinati al trapianto. Sebbene fosse disponibile presso l’ospedale Monaldi, il dispositivo non fu impiegato dalla squadra medica incaricata di trasportare il piccolo cuore donato dai genitori di un bambino altoatesino deceduto, dal territorio di Bolzano fino a Napoli. Questo mancato utilizzo alimenta ancora oggi il dibattito sull’intero processo.
Lo “Sportello Amico Trapianti” nasce per promuovere la conoscenza sui trapianti d’organo, fornendo informazioni utili ai cittadini su come diventare donatori e supportando i pazienti candidati al trapianto con un servizio mirato presso il Centro Trapianti di cuore.
Nella giornata di giovedì è in programma la nomina dei consulenti per analizzare il cellulare personale della perfusionista G.F., non indagata ma presente durante l’intervento del 23 dicembre scorso. Secondo gli investigatori, il dispositivo potrebbe contenere elementi chiave – come fotografie o video – utili per comprendere quanto avvenuto in sala operatoria. La Procura ha incaricato due ingegneri forensi, Michele Colimoro e Salvatore Carusio, come consulenti tecnici ufficiali. Nel contempo, le parti coinvolte (inclusi i sei indagati e l’avvocato della famiglia del piccolo Domenico) hanno la facoltà di nominare i rispettivi esperti.
Il 31 marzo invece sarà la giornata che vedrà due medici presenti all'intervento, il primario Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, comparire davanti ai magistrati. A seguire, altri quattro professionisti indagati compariranno davanti ai PM.
Domenico Caliendo, sotto esame la formazione al Monaldi: indagini della Procura in corso
Un passaggio obbligato e pienamente legittimo è stato inserito nella sezione dell’“albo pretorio” sul portale dell’Azienda ospedaliera specialistica dei Colli. Si tratta della delibera numero 209 del 13 marzo scorso, che riguarda la liquidazione del progetto “Sportello Amico Trapianti” per il 2024. La misura prevede una liquidazione complessiva di 30mila euro lordi e, importante sottolinearlo, non comporta costi diretti a carico dell’Azienda ospedaliera stessa.Secondo le ricostruzioni, questa delibera – insieme ad altri documenti relativi alla pianificazione e al controllo strategico all’interno degli ospedali – potrebbe finire sotto l’attenzione della Procura. Non perché emerga un sospetto di reato, ma perché essa coinvolge anche aspetti correlati alla formazione di medici e paramedici del Monaldi. Proprio la formazione è una delle questioni cruciali legate all’utilizzo del controverso dispositivo Paragonix, un contenitore termico avanzato usato per il trasporto di organi destinati al trapianto. Sebbene fosse disponibile presso l’ospedale Monaldi, il dispositivo non fu impiegato dalla squadra medica incaricata di trasportare il piccolo cuore donato dai genitori di un bambino altoatesino deceduto, dal territorio di Bolzano fino a Napoli. Questo mancato utilizzo alimenta ancora oggi il dibattito sull’intero processo.
La relazione operativa
L’attività regolata dalla delibera 209, come accennato, è un atto amministrativo di routine che riguarda la rendicontazione annuale per il 2024, anno in cui il Paragonix era già stato acquisito dal Monaldi. Gli allegati dimostrano che il nosocomio ha ottenuto risultati significativi grazie al lavoro del team “Sportello Amico Trapianti". Le attività incluse nel progetto comprendono campagne volte alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti, iniziative educative come “Donazione, Adesione, Impegno”, eventi divulgativi quali “Io dono” e partecipazioni a manifestazioni come le "Giornate napoletane della Salute, Prevenzione e Benessere” e il celebre Festival di Giffoni. Il bilancio delle azioni svolte appare dunque ampiamente positivo.Lo “Sportello Amico Trapianti” nasce per promuovere la conoscenza sui trapianti d’organo, fornendo informazioni utili ai cittadini su come diventare donatori e supportando i pazienti candidati al trapianto con un servizio mirato presso il Centro Trapianti di cuore.
Le indagini proseguono
Nonostante i risultati positivi dello Sportello Amico, l'attenzione è focalizzata sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta il 21 febbraio scorso dopo un calvario durato sessanta giorni. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire una possibile sequenza d’errori partita già a Bolzano durante il prelievo del cuore, congelato a causa dell’uso errato di ghiaccio secco al posto di quello tradizionale. A complicare il quadro è l’operazione chirurgica successiva presso il Monaldi, eseguita sotto la direzione del primario Guido Oppido.Nella giornata di giovedì è in programma la nomina dei consulenti per analizzare il cellulare personale della perfusionista G.F., non indagata ma presente durante l’intervento del 23 dicembre scorso. Secondo gli investigatori, il dispositivo potrebbe contenere elementi chiave – come fotografie o video – utili per comprendere quanto avvenuto in sala operatoria. La Procura ha incaricato due ingegneri forensi, Michele Colimoro e Salvatore Carusio, come consulenti tecnici ufficiali. Nel contempo, le parti coinvolte (inclusi i sei indagati e l’avvocato della famiglia del piccolo Domenico) hanno la facoltà di nominare i rispettivi esperti.
Il 31 marzo invece sarà la giornata che vedrà due medici presenti all'intervento, il primario Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, comparire davanti ai magistrati. A seguire, altri quattro professionisti indagati compariranno davanti ai PM.

