La Fondazione Angelo Vassallo analizza le elezioni regionali e denuncia il rischio dell’astensionismo e delle alleanze politiche prive di visione, sottolineando l’importanza della partecipazione. Lo riporta Stiletv.
Pollica, Fondazione Angelo Vassallo: allarme astensionismo e alleanze politiche senza visione
La Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore ha organizzato un incontro di approfondimento sulle elezioni regionali in Campania, Calabria e Basilicata, inserendo la discussione in un’analisi più ampia sullo stato della democrazia italiana e sulle dinamiche politiche nazionali. All’iniziativa hanno partecipato Giulia Zanfino di Cosenza e Manuel Chiappetta di Maratea, contribuendo a una riflessione mirata a comprendere i fattori che influenzano la partecipazione dei cittadini al voto.
La Fondazione ha scelto di non concentrarsi sui risultati elettorali in termini di vincitori o percentuali, ma di analizzare criticità strutturali che rischiano di compromettere la qualità della democrazia e il corretto funzionamento delle istituzioni. Il primo tema affrontato è stato l’astensionismo: in diverse consultazioni la partecipazione è scesa sotto il 46-47%, con oltre la metà degli aventi diritto astenuti. “Quando più della metà dei cittadini rinuncia al voto – ha dichiarato il presidente Dario Vassallo – il sistema democratico diventa fragile. In questi spazi si inseriscono interessi opachi e organizzazioni criminali, non solo locali ma anche internazionali, capaci di influenzare il consenso e modificare il percorso democratico del Paese”.
Il secondo nodo discusso riguarda le alleanze politiche costruite per scopi tattici, spesso prive di coerenza programmatica. Sebbene partendo da esperienze regionali, il tema assume valenza nazionale. “Negli ultimi anni – ha proseguito Vassallo – si sono registrate scelte che hanno privilegiato la tattica rispetto alla responsabilità e alla visione, con effetti concreti sullo scenario politico. Esperienze come quella della Basilicata dimostrano come tali errori abbiano spesso avvantaggiato il centrodestra”.
Tra le occasioni mancate più significative, la Fondazione segnala il periodo in cui Enrico Letta guidava il Partito Democratico. “L’unica alleanza che avrebbe potuto cambiare il corso politico del Paese era quella tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La mancata realizzazione di quell’accordo rappresenta un errore strategico, non marginale, le cui conseguenze si ripercuotono ancora oggi”.
Il presidente Vassallo ha sottolineato che la questione centrale non è la contrapposizione tra schieramenti, ma la responsabilità politica e storica. “Non si tratta solo di chi governa oggi, ma di riconoscere come decisioni sbagliate abbiano prodotto effetti duraturi. La politica deve affrontare i propri errori e rendere conto ai cittadini. Minimizzarli significa continuare a indebolire la democrazia”.
La Fondazione Angelo Vassallo invita a promuovere un’analisi onesta e rigorosa, capace di collegare dinamiche locali e nazionali, senza rimuovere il passato, ma utilizzandolo come strumento di consapevolezza collettiva. “Rimettere al centro partecipazione, legalità e bene comune – ha concluso Dario Vassallo – è fondamentale per rafforzare la democrazia e impedire che venga distorta da interessi criminali o da scelte politiche prive di visione. Questa è la lezione di Angelo Vassallo, che la Fondazione continuerà a perseguire con coerenza e determinazione”.

