Nuova mazzata a febbraio per il caro vita: si registrano rincari fino a 685 euro per le famiglie. Ma lo scenario potrebbe peggiorare a marzo con l’aggravarsi della guerra in Iran.
Dona punta inoltre il dito contro l’indifferenza delle istituzioni politiche nei confronti del crescente disagio economico delle famiglie. Il leader UNC non risparmia critiche all’attuale governo: secondo lui, i provvedimenti adottati in passato sotto governo Draghi nel 2022 avevano contribuito a un netto contenimento dell'inflazione stagionale del periodo.
Con l’evolversi della guerra in Iran e il conseguente impatto sul costo dei carburanti – diretta conseguenza inserita nel paniere Istat – il rischio concreto è che marzo porti ulteriori rialzi generalizzati dei prezzi. Secondo Dona, ciò potrebbe dare l’ennesimo colpo al potere d’acquisto delle famiglie italiane, aggravando una situazione già altamente critica.
Caro vita, rincari fino a 685 euro per le famiglie a febbraio
Secondo i dati pubblicati dall’Istat, arrivano nuove docce fredde sul fronte caro vita in Italia. Nonostante la guerra in Iran non fosse ancora iniziata nel mese di febbraio, i numeri già delineano un quadro preoccupante. Le associazioni dei consumatori segnalano infatti un impatto significativo per le famiglie, con spese aggiuntive che si aggirano sulle centinaia di euro.Inflazione in risalita: ecco i numeri dell’Istat
L’Istituto nazionale di statistica ha aggiornato al ribasso le sue stime sull’inflazione di febbraio. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua, rispetto al +1% di gennaio. Anche l’«inflazione di fondo», che esclude i beni energetici e alimentari freschi, ha mostrato un netto incremento, passando da +1,7% a +2,4%.Il peso sui servizi e beni
Come sottolinea l’Istat, una delle principali cause dello scatto inflazionistico è attribuibile alla variazione dei prezzi nei settori dei servizi ricreativi e culturali (+4,9%), dei trasporti (+2,9%) e degli alimentari non lavorati (+3,7%). Al contrario, la diminuzione dei prezzi degli energetici (-6,6%) rappresenta quasi l’unico freno ai rincari complessivi. Sul fronte dei beni di largo consumo, i prezzi rimangono relativamente stabili o in lieve calo (-0,2%), mentre quelli relativi ai servizi accelerano notevolmente (dal +2,5% al +3,6%). Il gap tra i due settori si amplia, raggiungendo una differenza di 3,8 punti percentuali.Rincari per prodotti essenziali
Anche il cosiddetto «carrello della spesa», che comprende alimenti e prodotti per la casa e la cura personale, è stato oggetto di analisi. Nonostante una revisione al ribasso rispetto alle stime iniziali (+2%), i rincari restano significativi, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto mantengono livelli invariati a +1,9%.Un bilancio pesante per le famiglie
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), parla di una situazione fuori controllo. L’inflazione tendenziale a febbraio – pari all’1,5% – implica per una coppia con due figli un esborso aggiuntivo annuo di 530 euro; solo per cibo e bevande, la stangata si attesta a 232 euro, mentre il carrello della spesa pesa per ulteriori 249 euro. Anche le coppie con un figlio devono far fronte ad aumenti totali pari a 450 euro all’anno. In media, una famiglia italiana deve mettere in conto un aggravio di circa 324 euro annuali.Dona punta inoltre il dito contro l’indifferenza delle istituzioni politiche nei confronti del crescente disagio economico delle famiglie. Il leader UNC non risparmia critiche all’attuale governo: secondo lui, i provvedimenti adottati in passato sotto governo Draghi nel 2022 avevano contribuito a un netto contenimento dell'inflazione stagionale del periodo.
Con l’evolversi della guerra in Iran e il conseguente impatto sul costo dei carburanti – diretta conseguenza inserita nel paniere Istat – il rischio concreto è che marzo porti ulteriori rialzi generalizzati dei prezzi. Secondo Dona, ciò potrebbe dare l’ennesimo colpo al potere d’acquisto delle famiglie italiane, aggravando una situazione già altamente critica.

