Per l'imminente legge finanziaria, ultima di questa legislatura, la Lega intende impedire l'aumento dell'età pensionabile nel 2027.
La legge di bilancio è ancora in fase di progettazione, ma con la pausa estiva ormai in chiusura, iniziano a emergere le prime proposte, come ad esempio l'estensione della seconda aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60mila euro. È evidente che questa manovra sarà la conclusiva prima delle elezioni politiche; è probabile che il governo giochi tutte le sue carte in ottica elettorale, benché le disponibilità di bilancio potrebbero essere più limitate del previsto.
Il tema delle pensioni rimane uno dei più dibattuti. Dal 2027 l'età pensionabile aumenterà di un mese, come stabilito dalla legge precedente, e nel 2028 di altri due mesi. Questo incremento è giustificato dall’aumento dell’aspettativa di vita, che porta a prolungare la vita lavorativa. Le previsioni indicano che l'età pensionabile crescerà ulteriormente con intervalli di due anni, raggiungendo i 70 anni nel 2067.
La Lega spinge per bloccare questo incremento, almeno nel 2027. Matteo Salvini ha dichiarato che priorità assoluta è stabilire una norma per annullare gli effetti della legge Fornero e permettere un'uscita anticipata dal lavoro rispetto ai previsti 67 anni.
Diverse fonti suggeriscono che la Lega stia pensando a una via d’uscita anticipata a 64 anni, con l'opzione di utilizzare il Tfr per colmare i requisiti economici. Tuttavia, bloccare solo l’aumento del 2027 potrebbe costare oltre un miliardo di euro. Salvini ha accennato all'idea di coinvolgere le banche per reperire fondi da destinare all’aumento delle pensioni e stipendi, soprattutto nelle aree con un costo della vita elevato.
Non sembrano esserci margini invece per l’implementazione di Quota 41, cioè la possibilità di pensionarsi con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età. La determinazione della Lega appare destinata a rimanere una promessa non realizzata.
Pensioni, la strategia della Lega per fermare l’aumento dell’età pensionabile nel 2027
Per l'imminente legge finanziaria, ultima di questa legislatura, la Lega intende impedire l'aumento dell'età pensionabile. Dal 2027, infatti, l’età per andare in pensione verrà spostata di un mese più avanti, in base alla precedente legge di bilancio. Un’altra proposta potrebbe includere la possibilità di un'uscita anticipata a 64 anni, utilizzando il Tfr per soddisfare i requisiti economici.La legge di bilancio è ancora in fase di progettazione, ma con la pausa estiva ormai in chiusura, iniziano a emergere le prime proposte, come ad esempio l'estensione della seconda aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60mila euro. È evidente che questa manovra sarà la conclusiva prima delle elezioni politiche; è probabile che il governo giochi tutte le sue carte in ottica elettorale, benché le disponibilità di bilancio potrebbero essere più limitate del previsto.
Il tema delle pensioni rimane uno dei più dibattuti. Dal 2027 l'età pensionabile aumenterà di un mese, come stabilito dalla legge precedente, e nel 2028 di altri due mesi. Questo incremento è giustificato dall’aumento dell’aspettativa di vita, che porta a prolungare la vita lavorativa. Le previsioni indicano che l'età pensionabile crescerà ulteriormente con intervalli di due anni, raggiungendo i 70 anni nel 2067.
La Lega spinge per bloccare questo incremento, almeno nel 2027. Matteo Salvini ha dichiarato che priorità assoluta è stabilire una norma per annullare gli effetti della legge Fornero e permettere un'uscita anticipata dal lavoro rispetto ai previsti 67 anni.
Diverse fonti suggeriscono che la Lega stia pensando a una via d’uscita anticipata a 64 anni, con l'opzione di utilizzare il Tfr per colmare i requisiti economici. Tuttavia, bloccare solo l’aumento del 2027 potrebbe costare oltre un miliardo di euro. Salvini ha accennato all'idea di coinvolgere le banche per reperire fondi da destinare all’aumento delle pensioni e stipendi, soprattutto nelle aree con un costo della vita elevato.
Non sembrano esserci margini invece per l’implementazione di Quota 41, cioè la possibilità di pensionarsi con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età. La determinazione della Lega appare destinata a rimanere una promessa non realizzata.

