Prima l'esplosione e poi il crollo del tetto di una palazzina a Cassino: una coppia originaria dell'Agro è ferita gravemente. Carmine e Katia lottano per la vita dopo aver riportato ustioni estese su gran parte del corpo. «Non riuscivamo a credere a quello che ci stavano raccontando, preghiamo per loro», il racconto della zia. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
La deflagrazione, avvenuta in un appartamento al secondo piano, è stata così potente da provocare il cedimento di un'intera porzione dell'edificio, mandando in frantumi muri e finestre. I residenti, sotto choc, si sono riversati in strada e hanno assistito al crollo di parte della struttura, che in pochi secondi si è accartocciata.
Sul posto sono arrivate dieci unità dei vigili del fuoco con cinque mezzi, compresa un'autoscala proveniente da Frosinone. Sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale. Le operazioni di soccorso sono state particolarmente difficili, con i vigili impegnati a scavare tra macerie e calcinacci per raggiungere le persone rimaste intrappolate. Una corsa contro il tempo che ha permesso di individuare e salvare Carmine e Katia.
Entrambi erano ancora coscienti e vigili quando sono stati estratti. Dopo essere stati stabilizzati, sono stati trasferiti in codice rosso con l'elisoccorso all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, struttura specializzata nella cura dei grandi ustionati. Carmine ha riportato ustioni sul 90 per cento del corpo, mentre Katia è rimasta ustionata sul 70 per cento. Entrambi sono ricoverati in terapia intensiva e la prognosi resta riservata. Le loro condizioni sono giudicate estremamente gravi.
La coppia lavora all'ospedale Santa Scolastica di Cassino: Carmine è infermiere, mentre Katia è operatrice socio sanitaria. Sul caso sta lavorando la Procura della Repubblica di Cassino. Il procuratore capo Carlo Fucci ha aperto un fascicolo contro ignoti per accertare l'origine dell'esplosione. Sul luogo dell'incidente, per un primo sopralluogo, è arrivata anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Laura D'Elia.
Gli investigatori dovranno stabilire cosa abbia provocato la deflagrazione. Tra le ipotesi al vaglio ci sono una possibile fuga di gas, un guasto a un elettrodomestico oppure altre cause ancora da accertare. Al momento nessuna pista viene esclusa. I tecnici dei vigili del fuoco e i consulenti nominati dalla Procura hanno già effettuato i primi rilievi all'interno dell'appartamento devastato dall'esplosione. Saranno le perizie a chiarire la dinamica di quanto accaduto.
Nel corso della mattinata, alcuni familiari e amici della coppia hanno raggiunto l'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Sconvolti e ancora increduli per quanto accaduto, hanno cercato di avere notizie sulle condizioni dei due.
«Quando ci hanno telefonato per dire cosa fosse accaduto - ha raccontato una zia - non ci credevamo. Abbiamo chiesto più volte conferma dei nomi, provando anche a telefonare sia a Carmine che a Katia. Non doveva accadere. Vogliamo capire cosa sia successo, come sia stato possibile che tutto crollasse in pochi minuti».
Carmine e Katia hanno lavorato per diversi anni anche in strutture sanitarie dell'Agro sarnese nocerino, dove erano conosciuti e apprezzati dai colleghi. La notizia ha lasciato tutti sotto choc. «Siamo senza parole, una tragedia terribile ha colpito due bravissimi ragazzi che avevano lasciato la propria terra per lavorare. Speriamo possano riprendersi, sappiamo quanto sia difficile la situazione vista la gravità delle ferite e delle ustioni».
Prima l'esplosione e poi il crollo del tetto a Cassino: una coppia dell'Agro lotta tra la vita e la morte
Prima la violenta esplosione, poi il cedimento della struttura. Due persone sono state estratte vive dalle macerie e ora combattono tra la vita e la morte. Carmine Sirica, 54 anni, originario di San Valentino Torio, e Caterina Adinolfi, conosciuta come Katia, 40 anni, di Nocera Superiore, hanno riportato ustioni gravissime su gran parte del corpo. I due vivevano insieme da qualche tempo. Sono in corso accertamenti per ricostruire le cause dell'esplosione e individuare eventuali responsabilità. La Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un'inchiesta.La ricostruzione
Il dramma si è verificato intorno alle 8.40 di ieri mattina. Un forte boato ha sconvolto la zona di via Guado Santa Maria, a Cassino, e nel giro di pochi istanti una parte della palazzina è crollata, trasformandosi in un ammasso di detriti e fiamme che ha travolto la coppia. Nell'area sono stati vissuti momenti di grande paura, tra grida e incredulità.La deflagrazione, avvenuta in un appartamento al secondo piano, è stata così potente da provocare il cedimento di un'intera porzione dell'edificio, mandando in frantumi muri e finestre. I residenti, sotto choc, si sono riversati in strada e hanno assistito al crollo di parte della struttura, che in pochi secondi si è accartocciata.
Sul posto sono arrivate dieci unità dei vigili del fuoco con cinque mezzi, compresa un'autoscala proveniente da Frosinone. Sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale. Le operazioni di soccorso sono state particolarmente difficili, con i vigili impegnati a scavare tra macerie e calcinacci per raggiungere le persone rimaste intrappolate. Una corsa contro il tempo che ha permesso di individuare e salvare Carmine e Katia.
Entrambi erano ancora coscienti e vigili quando sono stati estratti. Dopo essere stati stabilizzati, sono stati trasferiti in codice rosso con l'elisoccorso all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, struttura specializzata nella cura dei grandi ustionati. Carmine ha riportato ustioni sul 90 per cento del corpo, mentre Katia è rimasta ustionata sul 70 per cento. Entrambi sono ricoverati in terapia intensiva e la prognosi resta riservata. Le loro condizioni sono giudicate estremamente gravi.
La coppia lavora all'ospedale Santa Scolastica di Cassino: Carmine è infermiere, mentre Katia è operatrice socio sanitaria. Sul caso sta lavorando la Procura della Repubblica di Cassino. Il procuratore capo Carlo Fucci ha aperto un fascicolo contro ignoti per accertare l'origine dell'esplosione. Sul luogo dell'incidente, per un primo sopralluogo, è arrivata anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Laura D'Elia.
Gli investigatori dovranno stabilire cosa abbia provocato la deflagrazione. Tra le ipotesi al vaglio ci sono una possibile fuga di gas, un guasto a un elettrodomestico oppure altre cause ancora da accertare. Al momento nessuna pista viene esclusa. I tecnici dei vigili del fuoco e i consulenti nominati dalla Procura hanno già effettuato i primi rilievi all'interno dell'appartamento devastato dall'esplosione. Saranno le perizie a chiarire la dinamica di quanto accaduto.
Nel corso della mattinata, alcuni familiari e amici della coppia hanno raggiunto l'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Sconvolti e ancora increduli per quanto accaduto, hanno cercato di avere notizie sulle condizioni dei due.
«Quando ci hanno telefonato per dire cosa fosse accaduto - ha raccontato una zia - non ci credevamo. Abbiamo chiesto più volte conferma dei nomi, provando anche a telefonare sia a Carmine che a Katia. Non doveva accadere. Vogliamo capire cosa sia successo, come sia stato possibile che tutto crollasse in pochi minuti».
Carmine e Katia hanno lavorato per diversi anni anche in strutture sanitarie dell'Agro sarnese nocerino, dove erano conosciuti e apprezzati dai colleghi. La notizia ha lasciato tutti sotto choc. «Siamo senza parole, una tragedia terribile ha colpito due bravissimi ragazzi che avevano lasciato la propria terra per lavorare. Speriamo possano riprendersi, sappiamo quanto sia difficile la situazione vista la gravità delle ferite e delle ustioni».

