Politica

Ereditiamo una situazione difficile, dissero i reali

Con un governo ininterrotto lungo 33 anni, è improbabile dare la colpa a “chi c’era prima”, considerando che chi c’era prima viveva ancora nella prima Repubblica e ammirava con speranza (altri con sconforto) la caduta del Muro di Berlino

Alessandro Faggiano
Ereditiamo una situazione difficile, dissero i reali

Tra le tattiche più comuni di difesa del proprio operato politico c’è lo scarico di responsabilità sull’Amministrazione o sul Governo precedente. È la cosa più comune del mondo e insieme al benaltrismo e al paraculismo, forma il più potente trittico retorico a disposizione dei politici in posizione di potere.

C’è, però, un momento in cui questa tattica non può - o almeno, non dovrebbe - essere adottata, ovvero quando l’alternanza politica è stata eradicata da tempo. Con un governo ininterrotto lungo 33 anni, è improbabile dare la colpa a “chi c’era prima”, considerando che chi c’era prima viveva ancora nella prima Repubblica e ammirava con speranza (altri con sconforto) la caduta del Muro di Berlino. In quegli anni, il politologo Francis Fukuyama parlava della “fine della storia (e dell’ultimo uomo)”, dove l’ideologia liberale, il modello economico capitalista e il sistema politico della democrazia occidentale avevano chiaramente prevalso sulla controparte comunista. Un anno dopo, l’attuale sindaco di Salerno vinse la sua prima elezione nel ballottaggio. Era il 1993. Nel frattempo, il mondo è cambiato, la storia non è finita, l’11 settembre 2001 ha segnato uno spartiacque tra il prima e il dopo e il mondo è passato dall’egemonia statunitense a un multipolarismo volatile e pieno di insidie.

Il mondo è cambiato ma a Salerno la storia è finita. O, almeno, è stata sospesa: per decenni. Eppure, proprio di recente e in seguito alla rinuncia del Circolo Nautico Salerno alla A2 di pallanuoto, il vicesindaco ed attuale assessore allo Sport Nino Savastano ha parlato della necessità di “recuperare i ritardi precedenti”. Eppure i nomi di prima, su cui in teoria ricadrebbero le colpe di questi ritardi, sono quelli di adesso. E se si va a ritroso, questo filo torna proprio fino a quel dicembre del 1993. Possibile che il problema dell’impiantistica sportiva a Salerno sia colpa di chi governava nei primi anni novanta? Possibile che la Rari Nantes, la Virtus Salerno, la Power Basket Salerno, la Roller e il Circolo Nautico Salerno, siano state costrette a migrare, rinunciare ai rispettivi campionati o direttamente sparire, per colpa di chi c’era prima? Può essere anche una vile ingiustizia, considerando che molti di quelli che c’erano prima, per motivi ovvi, oggi non possono replicare.

Salerno è attualmente una città dello spot (senza r), dove si inaugurano rifacimenti di rotatorie (Via Vinciprova) e nuove tariffe a parcheggi già funzionanti (Irno Center) ma si evita sistematicamente la critica e il confronto sulle prospettive di città e su crisi divenute ormai strutturali, come quella del verde pubblico o della mobilità cittadina. Chiaramente, per entrambe le aree, gli assessori non sono cambiati, perché la colpa è di chi c’era prima, 34 anni fa. I mancati adeguamenti agli impianti sportivi o la costruzione di nuovi è colpa di chi c’era prima, 34 anni fa. L’ultimo posto in classifica tra tutti i Comune capoluogo d’Italia per aree sportive per giovani tra i 18-35 anni (0 metri quadri per residente e no, non è un refuso) è colpa di chi c’era 34 anni fa.

“Ereditiamo una situazione difficile”, dissero i reali ai loro sudditi.

Di Alessandro Faggiano, Analista politico e spin doctor

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