Economia

Divario economico e mappa dei redditi a Salerno e provincia: l'Agro Nocerino supera il capoluogo per massa monetaria complessiva

Occhio di Salerno
Divario economico e mappa dei redditi a Salerno e provincia: l'Agro Nocerino supera il capoluogo per massa monetaria complessiva
I dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 delineano un quadro provinciale salernitano caratterizzato da marcate disuguaglianze e velocità economiche differenti come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Il comune di Salerno si conferma il polo finanziario principale dell'area, registrando un imponibile Irpef complessivo di 2,2 miliardi di euro, garantito in larga misura da una struttura occupazionale stabile: il 50% della ricchezza emersa proviene infatti da lavoro dipendente, mentre le pensioni coprono il 36%, affiancate dal contributo di liberi professionisti e rendite immobiliari.

Divario economico e mappa dei redditi a Salerno e provincia

Nel panorama provinciale emerge con forza il peso delle macroaree produttive. Se la città di Cava de' Tirreni si attesta su un imponibile di 646 milioni di euro guidato quasi per il 90% da stipendi e pensioni, il blocco dell'Agro Nocerino-Sarnese mostra una straordinaria concentrazione di ricchezza.

La somma delle dichiarazioni fiscali dei comuni di Nocera Inferiore, Scafati, Angri, Pagani, Sarno e Nocera Superiore genera un ammontare di 2,4 miliardi di euro, cifra che nel suo complesso supera persino il dato del capoluogo salernitano. Dalla Piana del Sele arriva il traino di Battipaglia con 625 milioni di euro, affiancata dai volumi di Eboli, Pontecagnano e Capaccio Paestum, mentre nella Valle dell'Irno spicca la continuità economica di Mercato San Severino e Baronissi.

Agli ultimi posti della graduatoria provinciale figurano invece piccoli centri della fascia interna come Santomenna, Valle dell'Angelo e Serramezzana, con imponibili complessivi compresi tra i 3 e i 4 milioni di euro. Più che un'estrema povertà dei singoli residenti — le cui medie pro capite oscillano tra i 13mila e i 16mila euro annui legati a cedolini previdenziali e impieghi tracciati — i dati evidenziano un progressivo spopolamento demografico e l'assenza di ricambio generazionale, destinati a ridurre ulteriormente la base fiscale dei borghi montani nei prossimi anni.
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