Un’area trasformata in discarica abusiva nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stata sequestrata a Palinuro. L’operazione è stata condotta dal Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro insieme ai Carabinieri Forestali della stazione di Pisciotta.
Il provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dal Gip del Tribunale di Vallo della Lucania su richiesta della Procura della Repubblica. Nel registro degli indagati risultano otto persone, ritenute a vario titolo coinvolte nell’abbandono illecito di rifiuti.
Discarica abusiva nel Parco del Cilento: sequestrata area di 1500 mq a Palinuro, otto indagati
Il sequestro riguarda un terreno di circa 1.500 metri quadrati situato nel territorio comunale di Centola, in località Portigliola, a Palinuro. Secondo quanto emerso dalle indagini, il sito sarebbe stato progressivamente utilizzato come luogo di smaltimento illegale di rifiuti.
All’interno dell’area sono stati rinvenuti oltre mille metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi abbandonati senza autorizzazione. Contestualmente al provvedimento è stato disposto anche il sequestro di quattro veicoli ritenuti utilizzati per il trasporto e il deposito dei materiali.
Le indagini con la videosorveglianza
Le attività investigative, finalizzate al contrasto dei reati ambientali, sono state supportate anche dall’installazione di sistemi di videosorveglianza. Le immagini raccolte avrebbero consentito di individuare i presunti responsabili dell’abbandono dei rifiuti.
Dalle riprese, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbe emerso che le condotte illecite si verificavano con frequenza quasi quotidiana, in alcuni casi anche più volte nello stesso giorno. Tra i soggetti coinvolti figurerebbero anche persone impiegate presso una società che gestisce un centro di raccolta rifiuti regolarmente autorizzato, circostanza ritenuta particolarmente grave dagli investigatori.
La discarica a pochi metri dal fiume Lambro
Il terreno sequestrato si trova a breve distanza dall’argine del fiume Lambro e ricade all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici perché inserita nel territorio del Parco Nazionale del Cilento.
Proprio la rilevanza ambientale della zona ha reso necessario il sequestro preventivo del sito, disposto per impedire la prosecuzione delle attività illecite e tutelare il territorio. L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, guidata dal procuratore Francesco Rotondo.

