A Battipaglia viene concessa una nuova deroga per lo scarico delle acque reflue nel fiume Tusciano, a seguito di un ulteriore stop tecnico dell’impianto di depurazione di Tavernola. Il provvedimento, firmato dal dirigente del settore tecnico comunale, autorizza per un periodo di trenta giorni lo sversamento oltre i limiti ordinari fissati dalla normativa ambientale, riaccendendo il dibattito sulle possibili ricadute ambientali in vista della stagione estiva come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La deroga concessa rientra nelle previsioni del decreto legislativo 152 del 2006, che consente eccezioni ai limiti di emissione in presenza di operazioni di manutenzione straordinaria, avviamento o arresto degli impianti. Tuttavia, l’applicazione di tale misura comporta un potenziale impatto sull’ecosistema locale, in particolare sul corso del Tusciano e sull’area costiera in cui il fiume sfocia.
La richiesta di autorizzazione è stata avanzata da Asis, soggetto gestore del servizio idrico, per consentire la prosecuzione degli interventi sulla cosiddetta “linea acque” dell’impianto. Tra le opere previste figurano la realizzazione del sistema di grigliatura grossolana e l’installazione di nuove infrastrutture per il sollevamento iniziale dei reflui, componenti essenziali per migliorare le prestazioni complessive del depuratore.
L’obiettivo del progetto è quello di portare l’impianto alla piena capacità operativa, stimata in circa 69mila abitanti equivalenti. Attualmente, la struttura risulta sottodimensionata rispetto al carico effettivo, evidenziando criticità strutturali che gli interventi in corso mirano a risolvere.
Non si tratta di un caso isolato: nelle settimane precedenti erano già state concesse autorizzazioni analoghe, necessarie per consentire il completamento progressivo delle diverse fasi di cantiere. Una sequenza di deroghe che riflette la complessità dell’intervento e le difficoltà nel mantenere la continuità operativa durante i lavori.
Resta centrale il tema delle conseguenze ambientali. Durante il periodo autorizzato, le acque reflue possono essere immesse nel corso fluviale senza il rispetto dei parametri standard, almeno nella fase iniziale del trattamento. Una condizione che potrebbe influire sulla qualità delle acque del fiume e, di conseguenza, sul tratto marino interessato dallo sbocco del Tusciano.
Il provvedimento arriva in un momento particolarmente delicato, con l’avvicinarsi della stagione balneare, quando l’attenzione sulla qualità delle acque marine diventa prioritaria per il territorio e per le attività legate al turismo.
Depuratore fermo, scarichi nel Tusciano: proroga di 30 giorni
La sospensione temporanea dell’attività del depuratore si inserisce nell’ambito dei lavori di potenziamento finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli interventi, ritenuti strategici per l’adeguamento dell’infrastruttura, richiedono fasi operative che rendono necessario interrompere il ciclo ordinario di trattamento delle acque.La deroga concessa rientra nelle previsioni del decreto legislativo 152 del 2006, che consente eccezioni ai limiti di emissione in presenza di operazioni di manutenzione straordinaria, avviamento o arresto degli impianti. Tuttavia, l’applicazione di tale misura comporta un potenziale impatto sull’ecosistema locale, in particolare sul corso del Tusciano e sull’area costiera in cui il fiume sfocia.
La richiesta di autorizzazione è stata avanzata da Asis, soggetto gestore del servizio idrico, per consentire la prosecuzione degli interventi sulla cosiddetta “linea acque” dell’impianto. Tra le opere previste figurano la realizzazione del sistema di grigliatura grossolana e l’installazione di nuove infrastrutture per il sollevamento iniziale dei reflui, componenti essenziali per migliorare le prestazioni complessive del depuratore.
L’obiettivo del progetto è quello di portare l’impianto alla piena capacità operativa, stimata in circa 69mila abitanti equivalenti. Attualmente, la struttura risulta sottodimensionata rispetto al carico effettivo, evidenziando criticità strutturali che gli interventi in corso mirano a risolvere.
Non si tratta di un caso isolato: nelle settimane precedenti erano già state concesse autorizzazioni analoghe, necessarie per consentire il completamento progressivo delle diverse fasi di cantiere. Una sequenza di deroghe che riflette la complessità dell’intervento e le difficoltà nel mantenere la continuità operativa durante i lavori.
Resta centrale il tema delle conseguenze ambientali. Durante il periodo autorizzato, le acque reflue possono essere immesse nel corso fluviale senza il rispetto dei parametri standard, almeno nella fase iniziale del trattamento. Una condizione che potrebbe influire sulla qualità delle acque del fiume e, di conseguenza, sul tratto marino interessato dallo sbocco del Tusciano.
Il provvedimento arriva in un momento particolarmente delicato, con l’avvicinarsi della stagione balneare, quando l’attenzione sulla qualità delle acque marine diventa prioritaria per il territorio e per le attività legate al turismo.

