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Crans-Montana, la Svizzera chiede all'Italia il rimborso delle spese mediche per tre ragazzi feriti

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Alessia Benincasa04/24/2026
La Svizzera chiede all'Italia il rimborso delle spese mediche per tre ragazzi feriti nell'incendio de Le Constellation a Crans-Montana. L'Ambasciatore è contrario.

Crans-Montana, la Svizzera chiede all'Italia il rimborso delle spese mediche per tre ragazzi feriti

La controversia tra Svizzera e Italia riguarda un risarcimento di circa 100 mila franchi (equivalenti a circa 108 mila euro) richiesto dall’ospedale di Sion per il trattamento sanitario di tre cittadini italiani coinvolti nel tragico incendio del Constellation. Nel frattempo, giunge una buona notizia: Elsa, la ragazza di 15 anni di Biella gravemente ferita nel rogo, ha lasciato la terapia intensiva dopo 58 giorni.

L'incontro tra le autorità

Il tema del rimborso è stato al centro di un incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e Mathias Reynard, presidente del Cantone del Vallese. Durante la discussione, Reynard ha spiegato che il cantone non dispone di margini normativi per farsi carico di queste spese.

La reazione di Giorgia Meloni

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta pubblicamente sulla questione: "Se questa richiesta dovesse essere confermata, l’Italia la respingerà senza esitazione. Non accetteremo un onere del genere e confido che le autorità svizzere comprendano la delicatezza della situazione. Spero che questa notizia si riveli infondata."

Dura replica dell’ambasciatore italiano

Al termine dell’incontro a Martigny, l’ambasciatore Cornado ha ribadito la posizione italiana: “Non pagheremo le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana. Il nostro paese ha già fornito assistenza ai cittadini svizzeri gravemente feriti, curati per settimane all’Ospedale Niguarda di Milano. Inoltre, la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato attivamente ai soccorsi fin dalle prime ore della tragedia.”

Cornado ha aggiunto che l’Italia pretende parità di trattamento e che sarebbe inaccettabile far ricadere tali costi sui cittadini italiani. Secondo il diplomatico, vi è un principio di reciprocità che deve essere rispettato. Ha inoltre sottolineato come la responsabilità dell’incidente sia da ricondurre alle gravi mancanze dei gestori del locale e delle autorità locali svizzere.

Cornado ha chiuso il confronto accogliendo la proposta di Reynard di coinvolgere il Dipartimento federale dell'Interno svizzero per lavorare insieme su una soluzione bilaterale. Questo approccio potrebbe consentire di risolvere la controversia tenendo conto della reciprocità, considerando anche che l'Italia non ha richiesto alcun rimborso alla Svizzera per le cure prestate ai due pazienti elvetici ospedalizzati a Milano.

Elsa fuori dalla terapia intensiva

Un raggio di speranza è arrivato dalla notizia che Elsa, la quindicenne di Biella gravemente ustionata nel rogo, è finalmente uscita dalla terapia intensiva dopo quasi due mesi. Trasferita dal Centro Grandi Ustionati del Cto di Torino all’ospedale infantile Regina Margherita, inizierà ora un percorso di recupero per prepararsi a tornare a casa. La ragazza era giunta a Torino in elicottero da Zurigo il 26 febbraio, riportando ustioni sul 55% del corpo. La commozione è stata palpabile quando i suoi genitori, Lorenzo e Isabella, e i medici che l’hanno seguita hanno dato l’annuncio della sua ripresa.

Un caso che continua a suscitare commozione ed emozioni controverse, con tensioni diplomatiche che si mescolano alle vicende umane delle vittime e dei loro familiari. Da quando è arrivata, abbiamo affrontato complicazioni davvero drammatiche, ma grazie al lavoro di tutti, ne siamo usciti. Questa è la forza di un centro come il nostro, ha spiegato Massimo Navissano, direttore del Centro grandi ustionati. Siamo lieti di dire che la fase acuta e a rischio della vita è stata superata; ora inizia la fase dei risultati. Abbiamo deciso di trasferire Elsa in una struttura pediatrica prima del ritorno a casa, per rendere il passaggio da terapia intensiva e sub-intensiva più dolce e meno drammatico.

Il padre della giovane ha dichiarato che è stato un percorso molto difficile e che non avrebbero potuto superarlo senza l'aiuto di medici, infermieri e operatori sanitari che li hanno assistiti in ogni paura. Hanno lavorato come una squadra; ora è come lasciare una famiglia. Verso una nuova destinazione, sono stati rassicurati su come verrà seguita Elsa.

La madre ha spiegato che da marzo Elsa ha ripreso il percorso scolastico a distanza per non perdere l'anno. Ora, ha detto mamma Isabella, sta bene: ha momenti di fragilità ma possiede le risorse di una quindicenne e desidera riprendere la sua vita e vedere i suoi amici. Federico Riboldi, assessore alla Sanità del Piemonte, si è detto molto felice dei progressi della ragazza e del lavoro svolto dall'equipe, poiché ci sono stati momenti molto critici. Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute di Torino, ha definito questo un importante passo avanti in un percorso che continua, anche grazie a un'altra eccellenza piemontese. Lorenzo Angelone, direttore sanitario, ha aggiunto di essere stato fiducioso: ne aveva parlato spesso con la mamma di Elsa e, fortunatamente, i risultati sono arrivati.

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