Si è conclusa con un assalto agli uffici elettorali la prima fase di presentazione delle liste per le amministrative del 24 e 25 maggio. Il quadro è quasi definitivo: otto candidati sindaco e 21 liste pronte a contendersi Palazzo Guerra.
Vincenzo De Luca si presenta con lo schieramento più imponente, una coalizione di sette simboli che punta a blindare il consenso. Il centrodestra risponde compatto attorno a Gherardo Maria Marenghi con quattro liste, mentre il fronte progressista si spacca: Armando Zambrano e Franco Massimo Lanocita scendono in campo con tre formazioni ciascuno, drenando consensi e nomi dai rispettivi schieramenti d'origine come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Con la commissione elettorale impegnata nelle ultime verifiche tecniche per evitare rigetti e ricorsi al Tar, la campagna elettorale entra ora nella fase dell'assedio mediatico, tra manifesti già sanzionati e una frammentazione civica che vede in corsa anche Barone, Turchi, De Felice e Ventura.
Vincenzo De Luca si presenta con lo schieramento più imponente, una coalizione di sette simboli che punta a blindare il consenso. Il centrodestra risponde compatto attorno a Gherardo Maria Marenghi con quattro liste, mentre il fronte progressista si spacca: Armando Zambrano e Franco Massimo Lanocita scendono in campo con tre formazioni ciascuno, drenando consensi e nomi dai rispettivi schieramenti d'origine come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Elezioni comunali a Salerno: è corsa a otto
La vera sorpresa nei nomi è l'irruzione della scherma mondiale nella politica locale: la campionessa Rossella Gregorio guiderà la carica di Fratelli d'Italia. Sul fronte opposto, Lanocita mette a segno colpi pesanti accogliendo storici esponenti dell'area deluchiana come Sara Petrone e Alberto Di Lorenzo, oltre all'ex candidata sindaca Simona Libera Scocozza.Con la commissione elettorale impegnata nelle ultime verifiche tecniche per evitare rigetti e ricorsi al Tar, la campagna elettorale entra ora nella fase dell'assedio mediatico, tra manifesti già sanzionati e una frammentazione civica che vede in corsa anche Barone, Turchi, De Felice e Ventura.

